SS 76, TERZONI: “INTOPPO BUROCRATICO PER I BONIFICI ALLE IMPRESE CREDITRICI”

di Marco Antonini

Fabriano – Quadrilatero e Fondo “Salva-Opere”: 40 aziende di Marche e Umbria attendono, da mesi, i pagamenti promessi per evitare il fallimento. Sulla vicenda, dopo le proteste dei giorni scorsi, interviene la deputata fabrianese Patrizia Terzoni, M5s, per spiegare la situazione che si è venuta a creare nei confronti di quelle aziende coinvolte nel concordato preventivo che è seguito alla crisi dell’Astaldi, impresa esecutrice della SS 76. “La legge sta funzionando in tutta Italia, c’è, purtroppo, un intoppo burocratico per la Quadrilatero. Sto lavorando per superare l’impasse”. I primi bonifici, (sul piatto in tutto ci sono 45milioni di euro), erano attesi prima quest’estate, poi a settembre, ma ad oggi nulla. “L’accredito delle somme sul conto corrente delle imprese creditrici è già partito in tutta Italia – dichiara Terzoni – ma, per l’iniziativa di un dirigente del ministero che in via cautelativa ha chiesto un parere all’Avvocatura sulla crisi Astaldi, tardano ad essere erogate le somme relative ai crediti delle aziende coinvolte nella costruzione della Quadrilatero”. La deputata è già intervenuta sui ministeri competenti per cercare di sbloccare la situazione. “Sono convinta di poter superare anche questo contrattempo” dichiara.

E’ una corsa contro il tempo per salvare il salvabile, mentre le imprese (con complessivamente 1.500 lavoratori coinvolti) rischiano di fallire e i cantieri tra Genga e Serra San Quirico vanno a rilento. “Le preoccupazioni sollevate dal funzionario ministeriale – dice Patrizia Terzoni – non hanno ragion d’essere essendo le norme approvate dal Parlamento inequivocabili. Credo che presto i ministeri competenti potranno sbloccare le somme. Non avrebbe senso, infatti, collegare l’entità dell’indennizzo per le aziende, fissato dalla legge al 70%, con la percentuale di credito che le aziende ricaverebbero attraverso le normali procedure concordatarie. Altrimenti – prosegue – perchè avremmo fatto una legge specifica che supera appunto tali limiti? Se fosse vera un’interpretazione restrittiva allora tanto varrebbe lasciare alle procedure concordatarie l’onere di quantificare il ristoro per i creditori con tutto quello che ne consegue di negativo sulla sopravvivenza delle aziende coinvolte”. Il Comitato delle imprese creditrici ha chiesto la convocazione di un tavolo ministeriale e l’arrivo dei primi bonifici per evitare nuove proteste. Terzoni prova a rasserenare. “Il Parlamento ha voluto dare un segnala chiaro e i funzionari devono perseguire gli obiettivi della norma. La storia di questa legge – conclude – dice che spesso nei ministeri si propongono problemi dove non ci sono complicando procedure semplici e di buon senso”.

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