EMERGENZA COVID SANTA CATERINA, MAGISTRATURA DISPONE UN’AUTOPSIA

di Marco Antonini

Fabriano – Nella Casa di Riposo Santa Caterina di Fabriano sono arrivati ieri, dopo quasi un mese di positività, i primi 5 tamponi negativi tra i 38 utenti che sono stati sottoposti ad accertamento. Domani, invece, sarà il turno dei 30 dello staff ancora in quarantena. Le vittime, intanto, salgono a 13: ieri è deceduto all’ospedale un altro anziano residente nella struttura situata nel centro della città. Una situazione non ancora sotto controllo. Mentre si attende la guarigione, speriamo, di tutti i nonnini, e si attrezza una parte della casa per i guariti (sia loro che il personale dovranno avere percorsi diversi per non entrare a contatto con i positivi) la macchina della Magistratura si muove. Sono due le denunce presentate ai carabinieri dai familiari di altrettante persone decedute in questi giorni e legate al focolaio scoppiato all’interno della Residenza Protetta. Già disposta l’autopsia sul corpo di una donna. Secondo quanto denunciato dai familiari, sulla base di documentazione in loro possesso, la signora presentava segni di malnutrizione e disidratazione che potrebbero essere causa della morte. Non è escluso che anche i parenti di altre vittime raggiungano le forze dell’ordine con l’obiettivo di fare chiarezza ed accertare eventuali responsabilità. Vogliono capire se alcuni utenti in gravi condizioni sono stati ricoverati troppo tardi e se quanto allestito a Santa Caterina, definito dall’assessore regionale Saltamartini “una quasi struttura ospedaliera”, abbia funzionato correttamente.

Intanto ieri si è svolta una riunione in Comune alla presenza dei sindacati, del direttore di Area Vasta 2, Guidi, del direttore dell’Asp, Azienda Servizi alla Persona, Ballelli e del direttore di Ambito 10, Pellegrini. Riferisce Andrea Cocco, a nome dei sindacati Cgil, Cisl e Uil: “Il direttore di Area Vasta, dopo il sopralluogo del dottor Onesta (relazione inviata anche al prefetto), ci ha chiarito che le procedure eseguite rispondono ai protocolli anti-covid ed ha messo in evidenza l’azione qualificata dei medici dell’Usca”. Le parti sociali hanno ascoltato il presidente dell’Asp, Ballelli parlare “sulla difficile situazione iniziale, causa la diffusione del contagio che ha coinvolto anche il personale di servizio (90%), fino all’arrivo di nuove unità”. Ad oggi operano 9 oss e 5 infermiere. “I più gravi – conclude la nota sindacale – sono stati trasferiti in ospedale, gli altri hanno scelto di mantenerli nella struttura per far sì che l’ospedale locale continui a dare il proprio servizio”. Il sindaco, invece, fa sapere “di aver contattato e informato il viceministro della Salute, Sileri, per aggiornarlo della situazione. Uno dei problemi principali è la carenza di personale per questo avevamo chiesto l’invio di medici militari dell’Esercito”. Da segnalare, ieri, nuova tornata di vaccinazioni dei bambini al palazzetto dello sport.

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