DON GABRIELE TORNA A FABRIANO

di Marco Antonini

Fabriano – Don Gabriele Trombetti dopo 10 anni a Cerreto d’Esi torna a Fabriano. La decisione è stata presa recentemente dal vescovo, monsignor Francesco Massara, nel corso di una prima serie di nomine per la corretta gestione delle attività della diocesi. Così domani, mercoledì 7 ottobre, alle ore 21,15, presso la chiesa Collegiata di Santa Maria di Cerreto d’Esi, nel corso di una solenne celebrazione, don Gabriele saluterà la parrocchia che ha guidato in questi anni. A lui subentrerà don Ferdinando Dell’Amore. Il giorno dopo, giovedì 8 ottobre, don Gabriele farà il suo ingresso da parroco nella chiesa di Santa Maria in Campo, nella città della carta.

“Saluto con affetto Cerreto d’Esi che in questi anni mi ha supportato e sopportato – dice don Gabriele – e perché, nonostante il sisma che si è abbattuto anche nella nostra piccola cittadina, siamo riusciti a fare diverse attività. Ho cercato di curare la liturgia e i giovani senza dimenticare le strutture parrocchiali che sono state tutte risistemate. Ringrazio – prosegue – i collaboratori della parrocchia che in questi anni non si sono tirati indietro”. Tra gli eventi da ricordare ci sono sicuramente la Oratorio e il dopo scuola tutto l’anno, Cantina Confraternite, la sagra del Maialino d’estate, il Presepe vivente a Natale, per le vie del centro e la solenne Passione animata con attori del paese e meditata a Pasqua. Adesso l’attenzione è tutta per l’arrivo del don a Fabriano.

Mancava, in città, dagli anni in cui è stato parroco a Melano dove aveva dato vita a un importante oratorio estivo molto frequentato non solo dai giovani e giovanissimi di Melano, ma anche dagli altri paesi della zona e il famoso “Presepe vivente dei bambini” che si svolgeva nella piccola Vallina. Qui, tra Natale e l’Epifania, ben 150 figuranti, quasi tutti bambini e ragazzi davano vita a un presepe. “Sono ricordi importanti della mia missione da parroco – dice don Gabriele – che porto nel cuore. Sono sempre stato concreto con l’obiettivo di stare in mezzo alla gente, senza mai dimenticare di mettere, in ogni attività, un momento di preghiera alla “don Gabriele”. Ora, a Santa Maria, spero di fare bene. Tutti insieme – conclude – possiamo crescere e divertirci crescendo nella fede cattolica”.

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