649 FAMIGLIE AL CENTRO DI ASCOLTO CARITAS DI FABRIANO

di Marco Antonini

Fabriano – Operativo, da alcuni giorni a Fabriano, il tavolo delle povertà alla presenza dei sindaci dell’Ambito 10, delle associazioni di categoria, dei sindacati e della Diocesi di Fabriano. “L’emergenza sanitaria non è ancora conclusa e ha già colpito duramente il nostro territorio – ha detto il presidente dell’Ambito, Ugo Pesciarelli – provocando un peggioramento ulteriore delle condizioni socio-economiche delle famiglie”. L’osservatorio delle politiche sociali, infatti, ha evidenziato l’emergere di nuove povertà “che mettono in primo piano la necessità di farsi carico, come comunità solidale, di questi nuovi bisogni”. Da qui l’idea di un tavolo di confronto per mettere in piedi percorsi efficaci e tempestivi per affrontare le fragilità. I numeri sono allarmanti. 649 famiglie al centro ascolto Caritas nell’ultimo anno; più di 400 famiglie seguite dal Social Market di via Di Vittorio.

“Solo con la sinergia si può affrontare il futuro del territorio – ha ribadito l’assessore ai Servizi alla Persona di Fabriano, Simona Lupini. La mancanza di lavoro porta a disagi sociali, all’aumento delle patologie di devianza e dipendenza e crisi familiari con aumento dei conflitti e della violenza. Siamo tutti coinvolti e toccati dalla crisi. L’uso poco illuminato degli ammortizzatori sociali, poi, ha devastato questo territorio”. Tra le proposte fatte quella di spingere sulla formazione specifica e specializzata a partire dalle scuole. “Per fare ciò – conclude Lupini – servono imprenditori disposti ad investire nel nostro territorio rendendolo attrattivo”. Già convocate, per un nuovo incontro, le associazioni di categoria.

Al tavolo anche l’arcivescovo Massara che ha voluto fortemente questa iniziativa, insieme all’assessore Lupini. “Il senso di unità e la condivisione ecclesiale costituiscono le fondamenta sulle quali edificare insieme un proficuo dialogo tra la Chiesa e la società civile. Per essere comunità – ha evidenziato mons. Francesco Massara – occorre superare distanze e costruire ponti, senza la paura di lasciarsi guidare dallo Spirito. Insieme potremo costruire quella “chiesa ospedale da campo” secondo la testimonianza del Papa avendo a cuore tutte le persone in difficoltà”.

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