MAURIZIO GRECI: “COMPLETARE LA PEDEMONTANA, OSSIGENO PER L’ECONOMIA”

di Marco Antonini

Sassoferrato – La Pedemontana? Siamo in ritardo di 40 anni per dare al territorio fabrianese le giuste vie di comunicazione e per collegarlo, come si deve, con il resto della regione e non solo. Abbiamo sentito il primo cittadino di Sassoferrato per fare il punto della situazione.

Maurizio Greci, sindaco di Sassoferrato, la Pedemontana grida vendetta nel vostro territorio.

Si. E’ un’incompiuta che ha ingigantito un handicap infrastrutturale che non fa bene all’economia di questa città e non solo. Da ormai 50 anni se ne parla. Nella periferia della città si vedono ancora i piloni dei lavori iniziati quando ero bambino.

Rischiate l’isolamento?

Quando la strada per Genga-Frasassi è chiusa per lavori, maltempo o incidente, l’unica via è quella per Fabriano. In presenza di criticità o lavori in corso o un incidente stradale che blocca la circolazione anche in quell’arteria restiamo isolati e danneggiati. Non è facile per le imprese lavorare in queste condizioni, con tempi di percorrenza troppo lunghi e spese che aumentano.

Vi state muovendo o non c’è più nulla da fare?

Insieme ai Comuni interessati, Fabriano, Serra Sant’Abbondio, Frontone e Cagli, entro settembre, andremo a Roma, al Ministero delle Infrastrutture, per perorare questa causa e far capire che questa strada è strategica per tutti e non si può più perdere tempo. E’ una strada vitale.

Che soluzione metterete sul tavolo del Governo?

Per la Fabriano-Sassoferrato l’unica è inserirla nel piano della viabilità del cratere sismico.

La zona industriale Berbentina, dove finisce la Fabriano-Sassoferrato e inizia quella più lunga per Cagli, soffre molto.

Ci sono, in tutto il bacino di Sassoferrato almeno una decina di aziende, con più di un migliaio di dipendenti. Senza dimenticare che una strada come si deve permetterebbe anche di potenziare ancora di più l’offerta turistica che ruota intorno agli scavi archeologici di Sentinum e non solo…

E la Sassoferrato-Cagli?

Unirebbe tutto l’entroterra, dal Pesarese, all’Anconetano, fino al Maceratese. Ci meritiamo queste strade dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto, come entroterra, in questi lunghi anni.

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