WHIRLPOOL, ORA SI RISCHIA LO SPOPOLAMENTO DELLE SEDI DI FABRIANO

A cura di Fiom Cgil Ancona

Si conclude oggi l’azione unilaterale della Multinazionale americana denominata “piano di separazione volontaria”, rivolta a tutto il versante impiegatizio ( dirigenti/quadri/impiegate/i ) con la quale la Whirlpool ha chiesto alle persone di licenziarsi in cambio di un’incentivazione economica molto importante, nell’ambito di una strategia globale di riduzione dei costi fissi ma incentrata esclusivamente sull’Italia, strategia che per la prima volta interessa anche gli enti di Ricerca e Sviluppo e che su Fabriano potrebbero riguardare la parte dell’elettronica ( ex wrap ) ed il polo unico di progettazione del lavaggio dell’area Emea attualmente posizionato tra via Campo Sportivo e via Lamberto Corsi.

Ad oggi non sappiamo il livello di adesione che si è verificato ma sicuramente sono forti le preoccupazioni per lo spopolamento delle sedi centrali che si sta materializzando ormai da anni dove, se è vero che le uscite sono state tutte incentivate economicamente e mai forzose, è altrettanto vero che oramai si è scesi abbondantemente sotto il numero di 600 dipendenti che era previsto dagli accordi. Inoltre è importante ricordare che le decine di persone collocate in ammortizzatore sociale al massimo utilizzo erano impiegate in funzioni e ruoli anche strategici non più allocati sul nostro territorio. Siamo di fronte al rischio concreto di un depotenziamento del ruolo centrale di Fabriano nelle strategie della Whirlpool che consegue ad un alleggerimento del peso dell’Italia nell’area EMEA.

Anche sulla vendita immobiliare delle storiche sedi, con conseguente contratto di affitto, si è venuto a sapere pocoe l’operazione lascia intendere una logica di natura finanziaria di cui non si possono prevedere le ripercussione sull’economia reale nel medio-lungo periodo. E’ necessario programmare un rapido rientro al lavoro delle persone in ammortizzatore sociale, al fine di preservare competenze, professionalità e livelli occupazionali. Sullo stabilimento di Melano si rendono necessarie garanzie sui volumi produttivi, aumentanti improvvisamente nelle ultime settimane ma che necessitano di garanzie di stabilizzazione anche nel medio periodo e non solo nell’immediato, in maniera tale da rendere sostenibile la vita delle persone con le esigenze lavorative, a fronte di un’organizzazione del lavoro che rischia di apparire e diventare caotica ed irrazionale; è irrimandabile una soluzione al problema delle decine di persone con ridotte capacità lavorative che ancora beneficiano troppo poco dell’aumento della produzione e continuano a subire troppe ore di cassaintegrazione.

Servono scelte da parte della Multinazionale che valorizzino l’Italia e Fabriano in maniera particolare: le nostre competenze, la nostra tradizione industriale costituiscono un valore aggiunto su cui investire per affrontare una delle crisi più tremende della storia e non un costo fisso di cui disfarsi e da spostare da una voce all’altra del bilancio.

 

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