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NUOVE SALE OPERATORIE, ENTRO L’ANNO LA GARA DI APPALTO

di Marco Antonini

Fabriano – Quattro nuove sale operatorie, due piani per gli ambulatori, la possibilità di far atterrare l’eliambulanza sul tetto della nuova struttura. la struttura che farà diventare il Profili di Fabriano un punto di eccellenza grazie alla tecnologia e al personale che lavora. Nell’arco di massimo quattro anni la nuova palazzina che ospiterà il blocco operatorio all’avanguardia all’ospedale potrebbe diventare realtà. Mercoledì 1 aprile è stato approvato nella terza commissione consigliare il piano triennale delle opere pubbliche regionali. In elenco anche la costruzione del nuovo stabile in prossimità del nosocomio di Fabriano, di cui si parla di anni. Il Piano arriverà a breve in Aula per la sua approvazione definitiva. Soddisfatto l’ex sindaco, Giancarlo Sagramola, che ha seguito l’iter fin dall’inizio. “Alla scadenza del bando per le opere di ingegneria per il nuovo ospedale Profili – dichiara– agli uffici competenti della Regione Marche per la costruzione delle nuove sale operatorie sono arrivate 8 proposta tutte vagliate e sottoposte ad una commissione giudicatrice. Così si è arrivati al progetto preliminare che è sul tavolo dell’Asur e che verrà appaltato entro l’anno. L’impegno preso dal sottoscritto insieme al Presidente, Luca Ceriscioli, pur tra tante lungaggini burocratiche, è andato avanti. Quelle che si costruiranno a Fabriano saranno sale operatorie con il massimo grado di resistenza sismica, le uniche di tutto l’entroterra delle Marche”. Si attende la valutazione dell’Asur.

Il rilancio del Profili – attualmente il polo chirurgico opera pazienti urgenti di tutta Area Vasta 2 e di fuori provincia essendo ospedale “No Covid” – passa attraverso le sale operatorie. Saranno quattro, completamente antisismiche, unico caso in tutto l’entroterra di Marche e Umbria, con indice di vulnerabilità altissimo. La nuova palazzina per il blocco operatorio, ultramoderno, potrebbe diventare realtà entro 4 anni se la gara di appalto verrà conclusa entro quest’anno. Recentemente il primo cittadino, Gabriele Santarelli, ha incontrato il responsabile dell’ufficio tecnico dell’Asur. «Ho visto la prima bozza di progetto della nuova palazzina. La nuova costruzione – dice – andrà ad occupare un’area oggi destinata a parcheggio. Per questo ho chiesto che venga sistemata e messa a disposizione l’area che si trova nella parte più bassa, dove c’è l’isola ecologica dell’ospedale, oggi inutilizzata». Lo stabile è costituito da un piano interrato di circa 1.400 metri quadrati da adibire a parcheggi e locali tecnici; un piano seminterrato destinato a deposito, altri locali e il corpo di collegamento interrato della nuova edificazione con l’ospedale esistente che interesserà un’area di circa 300 metri quadrati; tre piani di 700 metri quadrati, due dedicati ai servizi ambulatoriali e uno alle sale operatorie. La struttura è di complessivi 4 mila metri quadrati.

La palazzina servirà anche a programmare meglio e ad aumentare gli spazi delle specialità chirurgiche, come l’Oculistica che nel 2019 ha effettuato 1.369 interventi. L’anno passato si è concluso con 369 operazioni in più segno del grande lavoro fatto dall’equipe. L’Unità Operativa diretta dal dottor Stefano Lippera è completamente funzionante, in questa situazione di emergenza Covid, e gestisce tutte le emergenze, come distacco di retina o trapianti corneali, di Area Vasta 2 e non solo. Ci sono anche pazienti dell’Umbria che scelgono Fabriano. Al lavoro anche la Cardiologia, guidata dal dottor Pietro Scipione. Il reparto è dotato di un’Unità di terapia intensiva coronarica ed effettua attività e procedure anche per gli altri presidi di Area Vasta 2 attualmente reparti Covid.

Associazione Fabriano Progressista – Di Vinicio Arteconi

Eccomi a ringraziare i colleghi che combattono in prima linea l’emergenza causata dal coronavirus. La mia gratitudine va a loro e agli assistenti sanitari dell’unità di crisi dell’ Ospedale Profili che affrontano la sfida con competenza ed abnegazione e che rendono sicuro il percorso no-covid per i pazienti che necessitano di interventi urgenti ortopedici, urologici, oculistici, otorino e di chirurgia oncologica per tutta l’Area Vasta2, dirottando con un accesso dedicato i casi sospetti per coronavirus. Penso di interpretare il sentimento della comunità nel ringraziare tutti gli operatori che nonostante i tagli subiti dalla sanità pubblica nell’ultimo decennio in termini di posti letto e personale riescono comunque a gestire una situazione inedita e complessa come l’attuale. Non dimentico accanto a loro i medici di base e del distretto, la protezione civile, i volontari, le forze dell’ordine, gli autisti dei mezzi pubblici e privati, gli autotrasportatori, i dipendenti dei supermercati, i farmacisti e gli operai dei settori strategici.
Dobbiamo però accompagnare il loro sforzo enorme con comportamenti responsabili da parte nostra anche se determinano cambiamenti radicali di abitudini e stili di vita. Stiamo riscoprendo sentimenti ritenuti scomparsi e una nuova coesione sociale che pensavamo superata dai social. Viviamo in un paradosso: internet è la realtà e la realtà è una terra di fantasmi. Capiamo solo ora il valore del contatto, dell’abbraccio e della stretta di mano. Permettetemi di rivolgere un pensiero a quanti purtroppo non ce l’hanno fatta, e tanti di loro appartengono a generazioni di ieri che hanno contribuito al miglioramento e al progresso del nostro paese!

Il virus ha messo a nudo parecchie criticità del sistema sanitario spolpato negli anni sia per la mancanza di una visione politica che per l’enorme evasione fiscale, ma anche per la gestione clientelare delle nomine e degli appalti. Inoltre ha reso evidente l’insufficiente risposta europea dove sono prevalsi inizialmente gli egoismi nazionali invece di una presa di coscienza immediata ed unitaria. Lasciano perplessi anche le diverse risposte delle Regioni e di diversi Comuni. Si pensi alla nomina di consulenti e commissari straordinari che, a dispetto della funzionalità ed efficienza richieste dal grave momento attuale, potrebbero entrare in conflitto fra loro. Non ci può essere globalizzazione senza una risposta globale alle crisi siano esse finanziarie, sociali, migratorie, sanitarie o climatiche. occorre pensare e battersi per un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la persona e l’ambiente, adottando sistemi economico-sociali sostenibili attraverso politiche coerenti e coese e uno Stato Sociale più adeguato, rispondente ai reali bisogni e alle urgenze autentiche di tutti i cittadini.