AL LAVORO AL PROFILI: FEDERICA: “MAMMA SIAMO FIERI DI TE E DI TUTTI VOI”

di Marco Antonini

Fabriano – Federica e Michele Petrucci sono fratelli. Due ragazzi d’oro che conosco da anni e di cui ricordo il sorriso. Abbiamo condiviso momenti belli in oratorio e a scuola. In questi giorni la loro mamma è in Covideria, all’ospedale Profili di Fabriano. Immaginiamo la pausa e il terrore del contangio nel sapere che la loro madre lavora in un posto così particolare. Federica, però, si è superata e ha tranquillizzato tutti con la forza e l’orgoglio delle parole che sanno abbracciare più di ogni contatto. Questa la lettera che ha scritto a sua madre, Rosella. Siamo orgogliosi non solo di avere un personale sanitario che sta dando il massimo, ma anche del fatto che dietro a quelli che oggi chiamiamo eroi, ci sono i familiari che danno la giusta carica ad affrontare una sfida che nessuno avrebbe mai immaginato. Buona lettura.

Cara Mamma

“L’11 marzo ci hai comunicato che saresti entrata a far parte di quella schiera di eroi che vediamo, ora dopo ora, combattere in prima linea in tutti gli ospedali d’italia, in tutti gli ospedali del mondo. Eroi che lo sono sempre, 365 giorni l’anno, ma ora di più. L’11 marzo ti hanno assegnata al reparto Covid-19. Michele, spaventato dall’improvvisa notizia, ti ha domandato se potevi rifiutare l’offerta e aspettare in casa, tra i tuoi affetti, che gli ambulatori momentaneamente sospesi riaprissero. Prontamente hai risposto “No Miky, non posso, non funziona così, eticamente non posso e non voglio. Stai tranquillo che sarò ben protetta”.

In quell’istante il mio cuore si è riempito di orgoglio, ammirazione e si, anche di paura, paura per la tua incolumità, paura per la mia mamma. Nonostante tutti gli acciacchi, mal di schiena e dolori lancinanti, sei in prima linea a dare il tuo aiuto, il tuo supporto, due occhi dolci nascosti dietro un paio di occhiali troppo spessi, un sorriso di incoraggiamento sotto una mascherina che protegge le tue vie aeree, un appena percepibile contatto umano tramite strati e strati di guanti. Ciò non riesce comunque a frenare l’animo dolce e positivo di una infermiera con la I maiuscola. Perché lo sei mamma, sei l’Infermiera, la mia infermiera.

Poco ti importa dei segni che lascerà sulla tua pelle, sul tuo animo questa battaglia perché sai che hai fatto quello che dovevi e noi, con te, ne andiamo fieri. Ogni mattina ti alzi prestissimo ed io con te. Ti preparo la colazione mentre tu ti vesti, dormirò poi, che importa, io ho tempo. Tu no. Metti le scarpe e sull’uscio della porta, ogni mattina, esclami “alla fine andrà tutto bene e se non andrà bene, beh si vede che non è ancora la fine”. Chiudi la porta, ci rivediamo stasera”.

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