CINGHIALI A FABRIANO: BOTTA E RISPOSTA LAC, LEGA ABOLIZIONE CACCIA E SINDACO

Dopo il nostro articolo (leggi l’approfondimento di Marco Antonini) con le proposte del sindaco di Fabriano sul delicato tema dei cinghiali in città, prosegue il dibattito su questa problematica.

L’attacco di Lega Abolizione Caccia

Abbiamo appreso delle richieste inviate dal Sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, alla Regione ed all’Ambito Territoriale di Caccia per risolvere il problema cinghiali in città. Una delle richieste riguarda l’eliminazione delle cosiddette A.R.V. – Aree di Rispetto Venatorio, che circondano l’abitato ed inglobano al loro interno anche intere periferie della città. Informiamo il Sindaco che in queste aree, adibite a “caccia regolamentata” (tabelle gialle), che lui vorrebbe eliminare, in realtà è già oggi consentita la caccia al cinghiale, anche nella forma della “braccata”, che è statisticamente la forma più pericolosa di caccia, a causa della grande gittata di sparo delle armi utilizzate e per le decine e decine di cacciatori impiegati! Considerando che stiamo parlando di zone che al loro interno includono intere periferie della città, permettere che in queste aree così densamente abitate venga praticata la caccia al cinghiale, anche nella micidiale forma della “braccata”, è a nostro avviso un vero e proprio “attentato” alla incolumità pubblica! E’ quindi gravissimo che un primo cittadino, tra i cui compiti primari c’è proprio quello della tutela della salute e della pubblica incolumità dei suoi cittadini, esorti le autorità a scatenare la “guerra totale” ai cinghiali fin dentro la città da lui amministrata! Poi non ci si lamenti se durante la stagione venatoria, soprattutto nel corso delle famigerate “braccate” al cinghiale, avvengano incidenti di caccia, spesso mortali e che questi non riguardino solo i diretti interessati, ossia i cacciatori… Solo nella attuale stagione venatoria, a causa della caccia, sono già morte finora in Italia 18 persone e una sessantina sono rimaste ferite e non si tratta di soli cacciatori, ma anche di gente innocente che se ne stava in pace nel proprio giardino o magari nella propria casa! Forse Santarelli è stato male informato e ancor meno consigliato dalle varie squadre di cinghialai fabrianesi che, guarda caso, sono le uniche ad avere interesse ad aumentare gli abbattimenti dei cinghiali, visto che poi ne rivendono la carne, traendone lauti guadagni? Ci spiace che anche lui sia caduto nel solito ritornello, ovvero più caccia e meno cinghiali, quando ormai tutti gli studi faunistici e scientifici dimostrano che è proprio la caccia accanita a questo ungulato che ne ha determinato la sua proliferazione sul territorio! Concordiamo invece nella sua seconda richiesta, ovvero di dotare gli agricoltori di appositi recinti per la cattura dei cinghiali, misura peraltro già prevista dalla Regione, ma che, a detta di molti coltivatori diretti, non è da sola sufficiente a limitare i danni, anche perché questi recinti sono stati assegnati solo a pochi di loro. La soluzione al problema della proliferazione e diffusione dei cinghiali non è quindi nella caccia, altrimenti la specie sarebbe da tempo estinta, vista l’accanita persecuzione che da almeno 50 anni gli viene fatta, da quando cioè la specie dell’Est Europa venne introdotta in Italia per scopi venatori negli anni ’70 del secolo scorso. Santarelli e gli altri sindaci dovrebbero semmai chiedere che i Comuni e gli agricoltori vengano dotati di dispositivi ottici, acustici ed olfattivi di ultima generazione, che tengano lontani dai terreni e dalle strade i cinghiali e gli altri ungulati. Poi a tenerne sotto controllo il numero penserà il loro predatore naturale, ossia il lupo, che guarda caso è aumentato negli ultimi anni di pari passo al cinghiale, proprio beneficiando della aumentata disponibilità sul territorio di quest’ultimo!

La replica del sindaco, Santarelli

“Prendo atto che la Lac risponde alle mie sollecitazioni di intervento con la solita storia ritrita della caccia che invece di diminuire il problema della presenza dei cinghiali sul territorio non fa che aumentarlo. Pur condividendo in parte questa impostazione, che richiederebbe però un ragionamento molto più articolato del solito slogan lanciato solo per ribadire la propria posizione, non posso non evidenziare che qui non si parla dei cinghiali sul territorio in maniera generica ma dei cinghiali presenti in città. Questo significa che ad esempio non possiamo aspettare che i lupi intervengano per far diminuire in maniera naturale il numero degli ungulati nel territorio a meno che l’idea della Lac, nella loro risposta non leggo altre proposte, non sia quella di portare i lupi in città. Le cose vanno affrontate in maniera seria e soprattutto responsabile ed è chiaro che la LAC è nella posizione di dire qualsiasi cosa nella consapevolezza che non avrà mai alcuna responsabilità per eventuali danni a cose o persone provocati dalla presenza di questi animali in ambito urbano”. Così il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli.

a cura di m.a. 

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