CALANO I RESIDENTI, A RISCHIO LA SOGLIA DEI 30MILA

Come il gambero. Un paragone che fa capire bene quello che è successo, negli anni, nella città della carta. E’ ciò che si evince dal dato della popolazione di Fabriano dal 2002 al 2018. I residenti, infatti, stanno scendendo, in modo inesorabile, dal 2013, tornando a un livello registratosi nel 2004. Quasi duemila abitanti in meno in 16 anni con la soglia dei 30mila a rischio. Aumentano, intanto, le persone che lasciano l’entroterra. Non sono pochi. Segno della crisi che sta attanagliando Fabriano dal 2008 a oggi. Sono tanti i servizi che si potrebbero perdere se l’emorragia di residenti non dovesse essere arrestata, senza considerare il dato immateriale che la perdita di popolazione porta con sé. Tutto rischia di essere sovradimensionato se i residenti continueranno a calare, con annesso rischio di perdita di nuovi posti di lavoro. Non accadrà dalla sera alla mattina, ma il trend negativo sembra inarrestabile: quota 30mila residenti che potrebbe essere abbattuta in negativo entro la fine di quest’anno o, al massimo, entro l’anno prossimo. Tra i fattori che hanno dato, negli anni, il colpo di grazia, non c’è solo la crisi che peggiora giorno dopo giorno, ma anche la tassazione che non aiuta né i privati, né le imprese, il terremoto che si è fatto sentire bene nel 1997 e poi dal 2016 in poi che ha creato danni e provocato una paura senza precedenti.

I numeri

Nel 2002, la popolazione residente a Fabriano era pari a 30.297, un costante incremento che ha portato il superamento dei 31mila abitanti nel 2006: 31.061 e, addirittura, dei 32mila abitanti nel 2011: 32.056. Il picco l’anno successivo, 32.125 nel 2012, quindi quando la crisi economica era già in atto da oltre tre anni, ma gli ammortizzatori sociali erano nel pieno della forza. Da allora, purtroppo, solo discesa. Nel 2013 si è subito persa quota 32mila residenti: 31.994. Nel 2017, si è scesi sotto i 31mila residenti: 30.855. Al 31 dicembre 2018, ci si è attestati a 30.615 residenti. Rapportando questo dato alla superficie del territorio comunale (269,61 Km2) si ottiene una densità di popolazione di 113,55 ab/km2 che è al di sotto della media provinciale (243 ab/Km2) e regionale (165 ab/Km2), da ricordare che Fabriano è il primo comune della Regione Marche per estensione territoriale. Considerando che, in ciascun anno, il dato è in discesa fra le 250 e le 400 unità, non è certo che non si arrivi a salutare la quota dei 30mila abitanti entro la fine di quest’anno. Comunque sia, questo confine potrà essere abbattuto entro l’anno prossimo. A testimonianza di questo, il saldo fra immigrati ed emigrati. Solo nel 2014 e nel 2018, si sono registrati maggiori abbandoni invece che arrivi. Nel 2014: 374 immigrati contro 631 emigrati; nel 2018: 446 immigrati contro 493 emigrati.

Servizi

In tutto questo clima negativo c’è da aggiungere la possibile soppressione della Diocesi e successiva unificazione con Jesi o Camerino, l’addio al Tribunale ormai da tempo, il depotenziamento della Camera di Commercio, dell’officina Trenitalia presso la stazione cittadina, dello stop alle corse lungo la Fabriano-Pergola. Addio anche alle filiali ex Carifac ed ex Veneto Banca, ora Gruppo Intesa, con l’apertura di una maxi filiale in via Don Riganelli. Senza dimenticare l’odissea SS 76 e l’ospedale la cui incertezza, in molti reparti, regna sovrana. Ad oggi, ad esempio, dopo più di 2 mesi, il Tar non si è ancora pronunciato sul punto nascita che attende l’ultima parola prima della sua definitiva scomparsa.

Marco Antonini

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