MALESSERE TRA I LAVORATORI DELLE CARTIERE, SI ATTENDE PIANO INDUSTRIALE

di Marco Antonini

Fabriano – I sindacati Cgil, Cisl e Uil monitorano la situazione delle Cartiere Fedrigoni di Fabriano. “Il Coordinamento Nazionale RSU del Gruppo Fedrigoni e le organizzazioni Nazionali e Territoriali riuniti, a Bologna in data 27 giugno 2019 – riferiscono le parti sociali – esprimono forte preoccupazione per la situazione d’incertezza di alcuni volumi di mercato. Le organizzazioni nazionali evidenziano che, a fronte di ben tre richieste d’incontro (inrelazione all’art. 7 del CCNL), ad oggi non hanno ricevuto ancora nessuna convocazione, e sottolineano che la diffusione delle informazioni sull’andamento del gruppo e dei futuri sviluppi, avviene attraverso articoli giornalistici dettagliati su organi di informazione locale, situazione questa oltremodo spiacevole. Le prospettive di mercato, in particolar modo sulle carte valori, segnano grande difficoltà, e la forte flessione degli ordinativi per il prossimo semestre, allo stato attuale, paventa un crollo per l’anno 2020. Se questa situazione dovesse verificarsi sarebbero a rischio centinaia di posti di lavoro. Il perimetro occupazionale che era stato garantito, in una riunione presso il MISE, dal cedente Gruppo Fedrigoni, oggi rischia seriamente la sua tenuta perché pare non corrisponda più all’attuale situazione. La fase di quest’ultimo periodo è sempre più permeata da una ridda di voci spesso in contrasto tra di loro. Si mormora di future acquisizioni, vendita di alcuni segmenti produttivi,dismissione di impianti produttivi e per finire, dell’abbandono di tipologie di prodotto considerate non garantite dal punto di vista della reddittività. Il malessere diffuso tra tutte le maestranze, anche per la totale assenza di informazione, sta determinando una crescente sensazione di precarietà, per cui si rende necessario un incontro chiarificatore in tempi brevi e certi, che può prescindere dalla presentazione del Piano Industriale. Resta inteso che in assenza di una convocazione certa, le organizzazioni sindacali apriranno lo stato di agitazione e intraprenderanno le iniziative sindacali che si renderanno necessarie”.

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