IL CAMMINO NELLE TERRE MUTATE, FABRIANO-L’AQUILA

di Marco Antonini

Fabriano – Un percorso emozionale, per non dimenticare e valorizzare i luoghi della nostra storia. Un’occasione per conoscere l’entroterra, ricco di cultura, tradizioni, tranquillità, ma anche di sofferenze infinite dopo il terremoto. Una camminata lenta, da fare sia a piedi che in bici, sugli Appennini. Qui la ribalta è tutta per quelle persone che stanno facendo il possibile per far rivivere le terre cambiate per sempre dal terremoto. A vincere, alla fine, è il senso di appartenenza a una comunità. E’ il Cammino nelle Terre Mutate, il primo itinerario escursionistico solidale d’Italia. Un viaggio che parte da Fabriano, nelle Marche, e arriva a L’Aquila, in Abruzzo, attraversano il sistema di faglie che, dal 1997 ad oggi, ha sconvolto e “mutato”, per sempre, l’Appennino centrale, all’interno di due tra i più importanti Parchi nazionali italiani: quello dei monti Sibillini e quello del Gran Sasso e dei monti della Laga. Il percorso si snoda lungo 250 km, in 14 tappe e attraversa luoghi di splendore naturalistico e città d’arte e spiritualità come Fabriano, Norcia, Matelica e Camerino. Il Cammino nelle Terre Mutate nasce dalla Lunga Marcia per L’Aquila, trekking di solidarietà che ogni anno porta centinaia di camminatori nei luoghi colpiti dal terremoto tra il 2009 e il 2017.

L’itinerario è stato messo a punto dall’Associazione Movimento Tellurico, dall’APE-Associazione Proletari Escursionisti-sezione di Roma e da Federtrek ed è stato tracciato da un gruppo di guide escursionistiche. La guida è a firma di Enrico Sgarella, avvocato in pensione, presidente di Movimento Tellurico, in collaborazione con le guide e i camminatori di APE-Roma e Federtrek. E’ in vendita in libreria. La guida, per ogni tappa, oltre alla descrizione del percorso e le consuete informazioni utili (cartine dettagliate, altimetrie, dislivelli, le ospitalità e i luoghi da visitare), contiene anche una storia di chi ha deciso di restare su quel territorio. E per ogni tappa, i recapiti delle associazioni locali, disponibili a far conoscere ai camminatori le Terre Mutate attraverso le persone e le realtà locali che le stanno facendo rivivere. L’obiettivo è quello di far conoscere e apprezzare quelle realtà lontane dalla costa, ma che possono offrire tantissimo non solo a livello ambientale, ma anche storico, culturale, umano ed enogastronomico.

Attraversare Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, da Fabriano a Camerino e alla Piana di Castelluccio, da Norcia ad Amatrice, solo per fare alcuni esempi, per conoscere luoghi bellissimi e feriti, e le storie di chi ha deciso di restare. Enrico Sgarella, fondatore dell’associazione Movimento tellurico, che con APE-Associazione Proletari Escursionisti-sezione di Roma e Federtrek, ha creato il Cammino nelle Terre Mutate, definisce questa iniziativa “l’esperienza che ti permette di tornare a casa cambiato, arricchito dopo aver contribuito alla rinascita di un territorio sfigurato dal sisma”. Secondo gli organizzatori, il Cammino nelle Terre Mutate, 250 chilometri, in quattro regioni del centro Italia, è “un itinerario per contribuire al rilancio di una terra trasformata, nella fisionomia e nell’anima, e tornare rinnovati”.

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