A RISCHIO PURE L’UFFICIO INPS DI FABRIANO?

di Marco Antonini

Fabriano – Va bene risparmiare, ma così il comprensorio Fabrianese rischia veramente di rimanere scoperto… di tutto. Il nuovo allarme – come se non bastassero la disoccupazione in aumento, la SS 76 a rischio incompiuta, i collegamenti ferroviari in una linea a binario unico difettosa, il tribunale soppresso, le banche che hanno chiuso filiali e razionalizzato gli sportelli bancomat, la Camera di Commercio chiusa, i postini che non arrivano più tutti i giorni e la carenza cronica di personale all’ospedale – arriva dall’Inps. La circolare 96 del 21 settembre 2018 potrebbe diventare presto realtà e tanti uffici sparsi in tutta Italia, compreso quello di Fabriano, in via De Gasperi, potrebbero chiudere o trasformarsi in Punto Inps. Un piano per risparmiare, questo è chiaro, anche nella città della cassa integrazione. Per raggiungere l’ufficio più vicino, se il piano andrà in porto, bisognerà attraversare la strada cantiere 76 e arrivare in Vallesina. Il Regolamento individua i parametri che giustificano e caratterizzano la presenza di una agenzia sul territorio: popolazione residente superiore a 60.000 abitanti; personale assegnato superiore alle 10 unità; tasso di ipercopertura (rapporto percentuale fra la popolazione residente nel bacino di utenza che raggiunge dal proprio Comune più di una struttura dell’Istituto nella provincia, con mezzi propri, in un tempo pari o inferiore a 30 minuti, e il totale della popolazione residente nel medesimo bacino) inferiore al 60%. Fabriano non raggiunge il primo requisito, ha solo 9 persone in organico, ma il 60% degli abitanti si trova a più di 30 minuti dalla più vicina, diversa sede Inps. Altra tegola in arrivo? Al momento non ci sono altre comunicazioni ufficiali. I cittadini: “La politica faccia qualcosa”. E’ presto sapere cosa succederà, ma nel distretto della crisi economica ed industriale, tutto fa paura.

Per le agenzie con due parametri errati è prevista la rivisitazione dei bacini di utenza, la chiusura o trasformazione in Punto Inps. Il Direttore regionale può, infatti, formulare proposte di variazione dei bacini di competenza delle strutture poste nell’ambito della stessa provincia. L’istituzione di un’agenzia è subordinata al rispetto di almeno due dei tre parametri. “L’adozione dei provvedimenti di istituzione, chiusura e trasformazione delle agenzie in Punti Inps – si legge nel documento – deve rispondere a criteri di fattibilità basati su una metodologia di valutazione costi/benefici articolata sui seguenti canoni operativi: individuazione del bacino di utenza, anche tenendo conto dei parametri di riferimento fissati nel Regolamento di attuazione del decentramento territoriale, considerando le caratteristiche territoriali degli insediamenti abitativi e il sistema viario e dei trasporti; la comparazione dei valori di stima del miglioramento dei livelli di funzionalità e qualità dei servizi conseguibili dalle agenzie; il bilanciamento tra costi emergenti e costi cessanti connessi alla riconfigurazione dell’assetto di servizio, anche tenuto conto delle possibilità di interazione e di erogazione dei servizi consentite dalla tecnologia. La presenza delle agenzie sul territorio è finalizzata alla creazione di valore e al mantenimento della prossimità all’utenza, assicurando funzioni di orientamento, consulenza ed erogazione di una gamma minima di servizi tra cui assistenza e orientamento, intermediazione con i poli di produzione e altre strutture dell’istituto, fornitura diretta dei servizi più frequenti collegati ai segmenti di utenza debole sotto il profilo socio-sanitario”.

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