SAN NICOLÒ E L’ARTE DEL GUERCINO

La Chiesa di S. Nicolò a Fabriano, nel quartiere Borgo, venne fondata ad opera dei benedettini nel XII secolo anche se dell’antico edificio non rimangono tracce a causa del terremoto del 1279. La chiesa venne completamente ricostruita a partire dal 1630 su disegno dell’architetto pisano Michele Buti. Della struttura medievale rimane un affresco di Francescuccio di Cecco Ghissi e una significativa scultura lignea realizzata dal Maestro dei Magi di Fabriano, rappresentante San Nicola da Bari. L’esterno della chiesa offre una particolare facciata con loggia superiore a tre archi mentre all’interno si conserva una ricchissima collezione di tele manieristiche e barocche con importanti dipinti di Filippo Bellini, di Andrea Sacchi con il suo San Giovanni Battista, di Giacinto Brandi Morte di Sant’Anna, e di Gregorio Preti dedicate ad alcuni episodi della vita di San Nicolò.

La chiesa di San Nicolò tra i suoi tesori conserva inoltre un’opera di uno dei maggiori artisti del ‘600 italiano, Francesco Barbieri detto il Guercino. Per ammirarla dobbiamo dirigerci verso la terza cappella a destra, e vedremo così apparire un meraviglioso ed aitante San Michele Arcangelo nel suo vigore fisico che sguainando la spada in aria abbatte il demonio. Il quadro fu commesso al Guercino da Pinto Fattorelli, patrono della cappella, come si desume da alcune quietanze tratte dal libro dei conti dell’artista emiliano. Venne eseguito nel 1644. Il volto è modellato e l’arcangelo si presenta alato con una luccicante armatura ed un mantello rosso dal colore offuscato ma vivo nel suo cromatismo, l’azzurro del cielo avvolge tutta la scena.

Probabile che le tele laterali siano state compiute da allievi della sua bottega, a sinistra vi è un San Francesco in ginocchio in un mistico colloquio con Dio, a destra è rappresentato San Longino. Nato a Cento, in provincia di Ferrara, artista classicista e barocco, tra i maggiori del seicento emiliano, allievo dei Carracci, sperimentò ricerche coloriste e spaziali tendenti ad effetti di moto, di luce variante e di espansione atmosferica, creando un certo dinamismo innovativo. Luce e penombra nelle sue opere, emotività forte nelle sue rappresentazioni, paesaggi alternati ad architetture. Operò molto a Roma per il cardinale Ludovisi. Fabriano può vantarsi di questo dipinto magistrale in un secolo, il XVII, che ha visto la città della carta ospitare notevoli artisti grazie a collegamenti con l’ambiente romano di alcune sue confraternite, famiglie nobiliari ed accademie.

Francesco Fantini

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