CHIUSURA FILIALI GRUPPO INTESA, PARLA IL SINDACO SANTARELLI

Chiudono o non chiudono le quattro filiali Intesa San Paolo, ex Carifac ed ex Veneto Banca ancora aperte a Fabriano? Intorno a questo ennesimo taglio per la città regna l’incertezza. Sulla vicenda interviene il sindaco, Gabriele Santarelli, che lo scorso primo dicembre era stato contattato dall’istituto di credito per un colloquio sul futuro della banca. “In quell’occasione – spiega il primo cittadino – mi è stato riferito che non sarebbe stata chiusa nessuna filiale, ma che avrebbero concentrato molti impiegati, magari cambiando mansione, nella sede di via Don Riganelli, evitando così il taglio del personale. Si è anche parlato di un potenziamento dei sistemi informatici per permettere agli utenti di effettuare più operazioni tramite sportello bancomat, non di una razionalizzazione delle filiali nell’arco di così pochi mesi, ma, forse, negli anni successivi. Nulla di deciso”. Santarelli, nelle prossime settimane, incontrerà nuovamente Intesa San Paolo per capire come cambierà la mappa delle banche a Fabriano. Al momento i sindacati confermano che nessun impiegato verrà licenziato.

Quella che potrebbe accadere a breve, però, è una rivoluzione vera e propria che spaventa soprattutto gli anziani: entro maggio, infatti, dovrebbero chiudere le 4 filiali ancora aperte per trasferire tutto in un’unica grande sede presso via Don Riganelli, nel cosiddetto “Palazzo di vetro”. Un’indiscrezione che è stata accolta con malumori tra i correntisti che, proprio in fila nella propria banca, hanno saputo di questa decisione. Così diversi quartieri di Fabriano perderanno servizi importanti e di primaria importanza e gli abitanti dei paesi lontani, come Melano, Bastia, Rucce, solo per fare un esempio, dovranno attraversare tutta la città prima di raggiungere lo sportello vero e proprio. Nelle ultime settimane Intesa ha già dato il via a una serie di lavori nella grande filiale che diventerà un quartier generale vero e proprio per tutto il centro Italia. Salvo colpi di scena il 7 maggio dovrebbero chiudere le filiali di piazzale Matteotti, quartiere Pisana; Corso della Repubblica, l’ufficio storico della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; quella di via Martiri della Libertà, zona Borgo e di via Dante dove è situata Banca dell’Adriatico che appartiene al Gruppo Intesa.

I circa 11mila correntisti, quindi, verranno tutti, in caso di conferma di questo piano allo studio da mesi, trasferiti nella filiale unica di via Don Riganelli che verrà potenziata e dove troveranno spazio molti sportelli con operatore per evitare lunghe file. Tra le incognite quelle del parcheggio: in zona, infatti, non ci sono molti spazi per lasciare l’auto e correre in banca per effettuare tutte le operazioni del caso. Un problema non di poco conto in un comprensorio dove aumentano gli anziani che hanno anche poca dimestichezza con la tecnologia e lo sportello bancomat che, negli ultimi mesi, è stato tolto anche davanti l’ingresso dell’ospedale Profili tra le polemiche. I fabrianesi non sono nuovi a queste decisioni: a ottobre 2015, infatti, furono soppressi gli sportelli, allora Veneto Banca, di piazza Garibaldi e quella di via XIII Luglio. Resteranno operativi gli sportelli di Sassoferrato, Cerreto d’Esi, Serra San Quirico, Arcevia, Cupramontana e Staffolo.

Marco Antonini

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