ANNA VIVE GRAZIE AI SANITARI DI ANCONA E FABRIANO

Anna vive grazie ai sanitari di Ancona e di Fabriano che l’hanno presa a cuore. La 47enne residente nella città della carta è affetta da Pseudo ostruzione intestinale cronica. Un triste primato quello della donna che è una delle 7 persone che in Italia soffrono di questa patologia. Anna, nome di fantasia, vive quotidianamente con l’intestino come se fosse morto: il cibo rimane bloccato perchè gli organi dell’apparato digerente non fanno il loro lavoro. Dal 2006 è entrata in sala operatoria 48 volte. Nelle ultime settimane è stata sottoposta a nuovo intervento, il numero 49. Dopo un mese di ricovero all’ospedale Profili dove la donna è stata ricoverata per colpa di una setticemia provocata dalla sua malattia, c’è stato bisogno di un ulteriore ricovero di 10 giorni nel reparto Malattie Infettive di Torrette. Qui i sanitari hanno installato un catetere venoso centrale non più posizionabile dalle vene dell’addome superiore in quanto Anna non ha più vene in grado di supportare la nutrizione coordinata da un computer che le permette di sopravvivere. Così l’intervento è partito dalla vena femorale per poi risalire in addome. Il chirurgo vascolare che da circa 12 anni tiene in cura Anna, la dottoressa Piera Pezzotti, da sempre punto di riferimento per la famiglia, dopo un attento studio sulle sue condizioni addominali, le ha permesso di continuare ad alimentarsi, se pur artificialmente, in modo regolare. Anna, assistita dal marito, un imprenditore di Fabriano che vive tra casa e negozio, è collegata 14 ore su 24 a una macchina che le dà il nutrimento. Nelle altre ore, nonostante la debolezza, prova a vivere una vita normale. “Abbiamo fatto cerchio intorno a lei, umanizzando le cure – dice il dottor Maicol Onesta, responsabile facente funzione del reparto di Medicina di Fabriano – instaurando un rapporto di prossimità per farle vivere anche nei continui ricoveri in isolamento momenti di serenità. Una vita non facile quella della donna che, solo in un mese, fa più di un centinaio di infusioni venose”. I familiari intendono ringraziare l’Asur, la direzione dell’ospedale di Torrette e di Fabriano per la professionalità e sensibilità dimostrata.

Marco Antonini

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