In evidenza

PARLA L’EX IMAM DI FABRIANO

“Basta violenza. Io sono un uomo di pace e con quel video volevo dire esattamente l’opposto di quello che è emerso. Forse avrei dovuto specificarlo meglio”. Rompe il silenzio Mustapha Qandyly, l’ex imam del centro islamico di via Cialdini di Fabriano, da cinque anni in Polonia, che giovedì ha postato un video su Facebook inneggiante la guerra santa, con scene cruente tra israeliani e palestinesi tanto da far scattare l’ira della Lega Nord che è tornata a chiedere all’Amministrazione comunale e alle forze dell’ordine di fare chiarezza su ciò che accade in queste strutture. Il video, poi rimosso, fa vedere uomini incappucciati che lanciano bottiglie incendiarie e ordigni contro alcuni mezzi blindati che vengono colpiti e dati alle fiamme. Poi si possono vedere uomini mascherati e vestiti con abiti scuri che portano casse piene di bottiglie incendiarie e si preparano per scagliarle contro altri mezzi di polizia ed esercito oltre ad appiccare fuoco ad alcune barricate. L’ex imam spiega che “quel video era stato preso tempo prima in rete. Da troppi anni assistiamo a una guerra in Medioriente e con quel documento volevo dire “Basta guerra, basta violenza”. Qualcuno deve intervenire per fermare questa ondata di morti e distruzione”. Mustapha ammette che, forse, prima di pubblicare avrebbe dovuto scrivere questa precisazione in italiano. “Io sono integrato con tutti, non ho problemi, sono per la pace. Chiedo scusa, ma è stato un errore involontario. Sono sempre stato contro il terrorismo – conclude – e contro ogni forma di violenza”.

Una tesi sostenuta venerdì anche da Mekri Kader, direttore del Centro Culturale islamico di via Cavallotti che, proprio per oggi, 4 febbraio, aveva organizzato un convegno sulle religioni poi rimandato tra mille polemiche. Intanto proseguono le indagini da parte delle forze dell’ordine che, oltre a mettersi in contatto con il diretto interessato, stanno spulciando il suo profilo Facebook, le sue amicizie e, con l’aiuto di un interprete, stanno traducendo canzoni, parole e frasi per cercare di capire che tipo di messaggio, in lingua araba, è stato lanciato pubblicando quel video di pochi minuti. Al momento non ci sono denunce. Proselitismo o istigazione a delinquere sono i due reati per cui potrebbero scattare provvedimenti al vaglio delle autorità competenti. Nel segno del dialogo il vescovo diocesano, monsignor Stefano Russo che lo scorso 6 gennaio, ha accolto i volontari del centro culturale islamico presso la palestra Mazzini dove Comune e Diocesi hanno organizzato il pranzo solidale. “Purtroppo, a motivo dello sviluppo di vicende tragiche di uomini che fanno violenza ad altri uomini, usando come paravento la loro appartenenza religiosa, emerge spesso, un atteggiamento di diffidenza nei confronti dell’Islam e degli islamici. La nostra storia ci dice che è possibile una convivenza pacifica e come cristiani non possiamo che farcene promotori. Ciò non può che spingerci a ricercare e coltivare i motivi di unione piuttosto che quelli di divisione” aveva detto all’inaugurazione del centro culturale di via Cavallotti. Sul piede di guerra la Lega Nord. Gli attivisti di Fabriano sono scesi molte volte in piazza per chiedere informazioni sul secondo Centro Culturale Islamico aperto in pochi mesi e per conoscere i frequentatori, le finalità e la provenienza dei fondi economici usati nella struttura.

Il messaggio di Mustapha 

Salve a tutti. Questa è la risposta in merito al video da me pubblicato sul mio profilo Facebook, mi chiamo El Qandyly Mustapha ex imam del centro culturale islamico di Fabriano, in attivo dal 2003 fino a maggio del 2015.
In riferimento, da ciò che ho capito, il video racconta della guerra tra Israele e Palestina, questo video non l’ho pubblicato io ma solo condiviso, in quanto è un video di pubblico dominio.
Il fatto che l’abbia condiviso è stato nella speranza che tutti lo capiscano come l’ho capito io. Purtroppo alcune persone hanno voluto interpretarlo nel modo sbagliato.
Per fare un esempio, se una persona pubblica un video di persone che muoiono di fame non vuol dire che inneggia alla fame nel mondo, bensì il contrario, se una persona condivide sul suo profilo Social immagini di violenza sugli animali, non vuol dire che è a favore, ma che ha a cuore gli animali e la loro salvaguardia. Detto questo, per quanto riguarda il mio pensiero, ed è un messaggio a tutti coloro che pensano nel giusto e parlano in nome della giustizia e della pace. Volevo dire loro fino a quando dovremo vivere e stare zitti in un mondo come questo. Basta morti, basta violenza, basta sangue. Vogliamo svegliarci la mattina e goderci la bellezza del mondo in cui viviamo, vogliamo crescere i nostri figli lontano dalla violenza e dal terrore. Questo è quello che volevo intendere con la condivisione del video, non il contrario. La mia presa di parte ed il mio pensiero sono noti a moltissima gente nella comunità fabrianese e fuori.

Marco Antonini