BRACCONIERI IN AZIONE, FERITA GRAVEMENTE AQUILA REALE DELLA GOLA DELLA ROSSA

Un altro episodio incomprensibile. E’ stato ferito un’aquila reale che era stata liberata meno di un mese fa nei cieli del Parco Gola della Rossa. Ora si sta facendo di tutto per salvargli la vita. Un episodio di bracconaggio che ha fatto salire la rabbia e l’indignazione così come ha dichiarato su Facebook Jacopo Angelini, delegato WWF Italia per la Regione Marche. “Ieri, sabato 19 agosto, è stato recuperato dall’Enpa di Fabriano un giovane di aquila reale appena involatosi il 28 luglio 2017 nel Parco regionale Gola della Rossa e di Frasassi. E’ stato ritrovato sparato nella zona di Albacina di Fabriano. Le lastre radiografiche effettuate dalla clinica veterinaria San Anna di Fabriano – ha spiegato – hanno evidenziato nel cranio e nel corpo numerosi pallini di piombo per la caccia e tale situazione con rischi neurologici e di avvelenamento da piombo rischia di far morire il giovane di aquila reale che fa parte della popolazione di aquila reale dell’appennino umbro marchigiano che studio da oltre 30 anni. Questo grave atto di bracconaggio deve essere represso e chiediamo ai carabinieri forestali di effettuare indagini di polizia giudiziaria per trovare il colpevole che deve essere condannato duramente. Il Wwf si costituirà parte civile in un eventuale processo e a chi darà informazioni utili per trovare il colpevole pensa di dare una ricompensa economica. Dopo gli incendi che hanno colpito questa estate il parco del San Bartolo di Pesaro e il Conero, questo è un ennesimo attacco alla biodiversità dei parchi della regione Marche. La coppia di aquila reale del Parco Gola della Rossa e di Frasassi è l’unica della provincia di ancona ed è rara e preziosa per gli equilibri degli ecosistemi appenninici”.

Aggiornamento

L’aquila reale juvenilis visitata dai veterinari Alessandro Traballoni e Alessandro Colombo ha evidenziato nelle lastre radiografiche numerosi pallini da caccia sia nel cranio che nel corpo. Speriamo che non abbia lesioni neurologiche gravi fortunatamente grazie alla opera di Laura dell’Enpa. L’aquila ha iniziato a mangiare pezzetti di carne anche se è molto denutrita la prognosi è ancora riservata. “La mia rabbia è enorme – ha detto Angelini –  sono 3 mesi e mezzo che la controllo da oltre un chilometro di distanza con un cannocchiale e dopo che si era involato il 28 luglio ero felice. Vederla in queste condizioni mi ha spezzato il cuore spero che madre terra faccia il miracolo resiste giovane aquila dalla cattiveria umana”. Da questa mattina la giovane aquila reale è stata spostata dall’Enpa di Genga dove ha iniziato a mangiare, alle grandi voliere del Cras WWF Parco Gola della Rossa Frasassi gestito dai volontari del WWF. Qui è ospitata anche un’altra aquila reale affidata ci temporaneamente per il sisma dal Parco dei Sibillini.

L’aquila reale

Ordine: Falconiformes   Famiglia: Accipitridae

Forse la caratteristica più importante dell’Aquila reale, tale da farne appunto il migliore emblema per le bandiere di ogni tempo, è quella della fedeltà. Insieme per la vita, maschio e femmina di Aquila reale conquistano un territorio, nel quale restano per anni, costruendo una pluralità di nidi e scegliendo di anno in anno il più adatto. Grande cacciatrice, l’Aquila reale può sollevare prede piuttosto pesanti, anche fino a 20 kg, per lo più roditori o altri piccoli mammiferi. Al contrario di quel che si pensa, l’Aquila reale non costruisce il nido sulle vette più alte, ma attorno ai 2000 m, dove trova le migliori condizioni in termini di relativa abbondanza delle prede. Grande rapace, l’Aquila reale può raggiungere gli 87 centimetri di lunghezza, per un’apertura alare che può sfiorare i 220 cm (la sola coda nella specie può misurare oltre 30 cm). Abbastanza uniforme il piumaggio, nelle varie sfumature del bruno e del castano. Solo il capo presenta striature dorate, un fatto che spiega l’origine latina (o meglio greca) del nome, che letteralmente si traduce “Aquila d’Oro”. Molte le sottospecie di Aquila reale presenti in Europa. La chrysaetos  è quella con l’areale più vasto, essendo presente dall’Europa Occidentale fino alla Siberia. Altre sottospecie si suddividono il globo tra Nord Africa e Asia Minore, Americhe e resto dell’Asia. In Italia è presente soprattutto sulle Alpi, con importanti aree di nidificazione lungo la fascia appenninica, Sicilia e Sardegna orientale.

a cura di Marco Antonini

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