PARLA IL PAPA’ DELLA BIMBA NATA IN CASA E MORTA POCHE ORE DOPO

di Marco Antonini

Non è vissuta nemmeno il tempo necessario per poter essere abbracciata dai nonni e dai familiari la piccola deceduta lunedì pomeriggio, dopo una disperata corsa da parte dell’eliambulanza da Fabriano all’ospedale Salesi di Ancona. 14 minuti di volo con la speranza di riuscire ancora una volta a poter dire “Ha vinto la vita”. Così non è stato. Una tragedia senza precedenti quella che è capitata a una famiglia residente a Fabriano. Ora la procura ha aperto un’inchiesta per vederci chiaro. Tutto sembrava andare per il verso giusto, lunedì mattina, alle ore 5, quando la mamma ha partorito in casa la sua bambina per il sopraggiungere, all’ottavo mese di gravidanza, delle doglie improvvise con il babbo che ha fatto assistenza a un parto non previsto. Alcune ore di apparente relax, la gioia per il lieto evento, poi è sopraggiunta una grave complicazione respiratoria. I genitori hanno contattato il 118 che ha disposto il trasferimento immediato al Salesi: sono stati loro stessi a trasportare fino all’eliambulanza la propria bambina, poi le prime misure per rianimarla e il volo. I sanitari hanno fatto del tutto per salvarla, ma niente: un arresto cardiaco ha fermato per sempre il suo cuoricino appena arrivata in ospedale. Purtroppo si è affacciata alla vita, in un giorno caldissimo di agosto, per solo mezza giornata distruggendo i sogni di una famiglia che l’attendeva da tempo. Giusto il tempo di essere coccolata e accudita amorevolmente da mamma e babbo che ricorderanno, per sempre, quel volto e quelle mani che hanno potuto stringere per poche ore. “Una tragedia che non supereremo mai – ha confidato il papà stremato dal dolore. – Rispettate il nostro dolore, siamo a pezzi. Abbiamo fatto il possibile, non siamo dei mostri. La nostra bambina sarebbe dovuta nascere tra un mese, nemmeno noi pensavamo, lunedì mattina, di essere svegliati dalle doglie improvvise”. Ora sarà dura andare avanti. A casa sono rimasti inutilizzati i vestiti rosa, il fasciatoio già pronto e la culla. “Mentre l’eliambulanza volava verso Ancona – ha ricordato il babbo – ci siamo messi in macchina sperando in un miracolo, ma quando siamo saliti in reparto abbiamo capito subito che anche la nostra vita si era spenta con quella di nostra figlia”. All’ospedale zii e nonni della piccola non parlano. Le lacrime agli occhi che scendono senza fine spiegano meglio delle parole la tragedia che stanno vivendo.

Le indagini

Ora sono in corso accertamenti per capire le responsabilità di quanto accaduto. Dell’episodio se ne stanno occupando i carabinieri di Ancona e Fabriano. La procura ha già aperto un’inchiesta. I genitori potrebbero doversi difendere dal reato di omicidio colposo. Forse già domani verrà effettuata l’autopsia: servirà a togliere ogni dubbio circa la presenza di malformazioni che avrebbero provocato il decesso improvviso o la cosiddetta “morte in culla” che è una ipotesi presa in considerazione o negligenze da parte dei familiari. Una volta compiuti tutti gli accertamenti il corpicino verrà riconsegnato a mamma e papà per l’ultimo straziante saluto a Fabriano  a una bimba che è nata e morta lo stesso giorno.

L’assemblea Legislativa delle Marche

Art. 3 (Parto ospedaliero)

1. Le Aziende unità sanitarie locali e le Aziende ospedaliere adottano ogni misura idonea a favorire lo svolgimento del parto nel rispetto delle condizioni fisiche, psicologiche e sanitarie della donna e del nascituro. In particolare:
a) adottano modalità organizzative adeguate alle esigenze della donna in ordine ai tempi del parto;
b) garantiscono la partecipazione consapevole e attiva della donna alla scelta del parto da effettuare;
c) favoriscono modalità di parto fisiologico;
d) assicurano, fatte salve le esigenze di ordine strettamente sanitario, il contatto immediato del bambino con la madre e la possibilità della stessa di averlo accanto per tutto il periodo di degenza;
e) consentono, ove possibile, l’accesso e la permanenza di un familiare, o di altra persona di fiducia della donna, durante la fase del parto, dai prodromi del travaglio al momento della nascita nonché in caso di interruzione di gravidanza;
f) favoriscono un’adeguata assistenza domiciliare alla puerpera e al neonato;
g) adeguano le modalità di assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio alle raccomandazioni dell’organizzazione mondiale della sanità in materia.

2. Il direttore generale di ciascuna Azienda sanitaria stabilisce con appositi protocolli sanitari le specifiche modalità attuative delle misure di cui al comma 1.

Art. 4  (Parto a domicilio)

1. Le Aziende unità sanitarie locali possono istituire il servizio di assistenza al parto a domicilio attraverso personale ostetrico anche in regime di convenzione.

2. In caso di mancata istituzione del servizio di cui al comma 1 le Aziende rimborsano alle donne che hanno effettuato il parto a domicilio le spese sostenute per lo stesso, fino ad un massimo di euro 1.200,00. Le Aziende assicurano comunque l’adeguata assistenza per gli interventi di emergenza.

2 bis. L’importo di cui al comma 2 viene rivalutato annualmente sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati pubblicato nella Gazzetta ufficiale ai sensi dell’articolo 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Nota relativa all’articolo 4:
Così modificato dall’art. 1, l.r. 5 febbraio 2008, n. 2.

Art. 5 (Case di maternità)

1. La casa di maternità è una struttura di accoglienza che le Aziende unità sanitarie locali o le Aziende ospedaliere possono istituire al fine di ricostruire un habitat il più possibile familiare, dove la donna viva il parto come un fatto naturale.

2. La casa di maternità è costituita da spazi individuali dove sono ospitate la partoriente e una persona di sua scelta, nonché da locali comuni, debitamente attrezzati per le esigenze di assistenza al parto e per attività sanitarie.

3. Nella casa di maternità operano ostetriche, di cui una con profilo professionale di coordinatore, e personale ausiliario.

4. Le case di maternità sono ubicate in spazi adiacenti ai servizi ospedalieri in modo da garantire la tempestiva ospedalizzazione in caso di eventi patologici sopravvenuti.

5. I direttori delle Aziende unità sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere stabiliscono idonee modalità di collegamento tra la casa di maternità e le strutture ospedaliere.

6. Qualora la casa di maternità sia istituita da una Azienda unità sanitaria locale nel cui ambito territoriale insistono una o più Aziende ospedaliere, le modalità di collegamento tra la stessa e le strutture ospedaliere sono determinate d’intesa dai direttori generali competenti.

Art. 6 (Organizzazione della casa di maternità e del servizio di assistenza al parto a domicilio)

1. La Giunta regionale definisce anche con separati atti, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge:
a) i principi sull’organizzazione della casa di maternità e del servizio di assistenza al parto a domicilio con particolare riferimento alla dotazione del personale ostetrico da adibire ai servizi medesimi;
b) i principi sulle modalità di accesso ai servizi di cui alla lettera a);
c) i principi sulle modalità di rimborso delle spese sostenute dalla partoriente per il parto a domicilio.

2. Il direttore generale di ciascuna Azienda sanitaria stabilisce le specifiche modalità organizzative dei servizi di cui al comma 1 ed individua, mediante appositi protocolli sanitari, le situazioni ostetriche in cui è consentito l’accesso alla casa di maternità e al servizio di assistenza al parto a domicilio.

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