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Electrolux, i sindaci Grillini e Ghergo: “Si apra con urgenza un tavolo di confronto”

Cerreto d’Esi – Un territorio durante colpito da quasi due decenni e ora una nuova tegola occupazionale.

Grillini

Preoccupato il sindaco uscente di Cerreto d’Esi, David Grillini, dove si trova lo stabilimento che chiuderà. «Esprimo preoccupazione e ferma contrarietà rispetto al piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux con un impatto gravissimo sull’occupazione. La nostra comunità non può accettare una decisione così pesante, che colpisce lavoratori, le loro famiglie e l’intero tessuto economico e sociale del territorio. La fabbrica di Cerreto d’Esi rappresenta da decenni un presidio industriale fondamentale e un punto di riferimento per l’identità e la dignità del lavoro nella nostra area. Desidero esprimere piena solidarietà» aggiunge il sindaco che annuncia di attivarsi subito per «coinvolgere tutte le istituzioni competenti, affinché si apra con urgenza un tavolo di confronto serio e concreto». Secondo Grillini «è indispensabile che vengano esplorate tutte le soluzioni alternative alla chiusura, salvaguardando l’occupazione e la continuità produttiva».

Ghergo

Interviene anche la sindaca di Fabriano, Daniela Ghergo: «E’ un colpo durissimo per il distretto. La decisione di Electrolux lascia basito l’intero territorio. A pagare il prezzo più alto saranno i lavoratori e le centinaia di maestranze dell’indotto: aziende della componentistica, della logistica, dei servizi, fornitori storici che hanno costruito attorno all’elettrodomestico una filiera produttiva fra le più importanti d’Italia. Parliamo di un sistema di imprese e competenze che rischia di essere smantellato, con conseguenze pesantissime sull’occupazione e sulla tenuta sociale dei nostri Comuni». Ghergo si appella alla politica: «Ci aspettiamo una presa di posizione forte ed incisiva da parte del Ministro Urso e del governo regionale: è necessario che il Governo dica con chiarezza se intende difendere il settore dell’elettrodomestico o se il nostro Paese è destinato a perdere anche questo comparto senza che le istituzioni facciano nulla per difendere un cardine dell’impresa italiana». La prima cittadina esprime vicinanza «confermando il sostegno, l’appoggio e ogni forma di iniziativa che possa scongiurare una decisione che appare catastrofica».

m.a.