TIBERI CONTRO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE: “LE IDEE CI SONO, I SOLDI NO”

Prove tecniche per una città turistica. Da una parte l’assessore al Turismo e candidato sindaco Pd Giovanni Balducci che annuncia che l’ingresso del Museo della Carta sarà separato dall’uscita per valorizzare il chiostro affrescato e per incentivare il book-shop e che i pullman dei visitatori potranno raggiungere il terminal di piazzale Matteotti per permettere ai turisti di attraversare il centro storico a piedi, dall’altra il maestro cartario Sandro Tiberi che attacca l’Amministrazione comunale. “In questi ultimi cinque anni – ha polemizzato – è mancato il supporto finanziario ai progetti da parte di Palazzo Chiavelli. Di idee ce ne sono state tante, ma nella realtà poche volte sono state appoggiate. Le chiacchiere hanno prevalso sui contributi e sulle iniziative di una città che potrebbe esprimere molto di più in ambito culturale e turistico”. Tiberi ha portato insieme a Faber la carta al Fuorisalone di Milano e curiosi di tutto il mondo si sono avvicinati allo stand fabrianese. “Bisogna aiutare concretamente le realtà cartarie a svilupparsi  – ha concluso – per non perdere questa arte antica che tutti ci invidiano”. Ancora oggi, infatti, manca un appuntamento annuale dedicato alla carta. Un aiuto potrebbe arrivare dall’Atelier della Legatoria Creativa attivo al Complesso San Benedetto con il maestro Baldinelli che, da Gubbio, ha deciso di investire anche a Fabriano con la speranza di intercettare quei turisti che dopo il terremoto non si sono più avvicinati all’entroterra.

Una storia che si ripete  – dal nostro archivio 14 agosto 2016

Valorizzare ciò che ha reso Fabriano famosa nel mondo nel corso dei secoli: la carta. E’ l’obiettivo di Sandro Tiberi, maestro cartario, che, proprio in questo mese di agosto, ha aperto la sua Accademia a residenti e turisti. Un punto di incontro tra il passato da valorizzare e il futuro da intercettare in una città che cerca di scoprire una vocazione turistica per troppo tempo rimasta chiusa in un cassetto. La strada è lunga, ma l’entusiasmo non manca. “Le botteghe artigiane aperte al pubblico sono una grande opportunità per valorizzare i territorio e creare un’offerta che, sempre di più, interessa soprattutto gli stranieri. Ma nel turismo – ha detto Tiberi – bisogna investire e lavorare con una strategia. La nostra città ha una grande opportunità da cogliere se si fanno le cose per bene. Gli artigiani sono un bene prezioso e possono dare un grande contributo. Per questo vanno sostenute con più sforzi economici e logistici”. Il punto di partenza, secondo il maestro cartario, è quello della programmazione: il turismo diventa una vera e propria risorsa e fonte di guadagno solo se c’è coordinamento tra pubblico e privato e gli investimenti giusti. Gli amministratori locali non sono esenti da critiche. “Proviamo a pensare – si chiede Tiberi – quanto è visibile il nostro territorio per un turista che vuole andare in vacanza. Perché deve scegliere di venire qui da noi? Come possiamo renderci visibili, appetibili e reggere la concorrenza di località che, da sempre, puntano sull’accoglienza turistica? Semplici domande ma con risposte non del tutto scontate. Dobbiamo iniziare a comunicare le nostre offerte altrimenti non andremo lontano. Se non so cosa troverò non penso di andarci e la scelta cadrà sulle solite mete. Il punto di partenza è la comunicazione! Abbiamo 300.000 turisti a 10 minuti di strada che visitano le Grotte di Frasassi e non siamo in grado di intercettarne nemmeno un 5%. Credo che questo la dica lunga!” La carta non lega il suo nome alla città in maniera completa perché, nonostante le richieste di enti e singoli cittadini, manca a Fabriano un evento di richiamo legato proprio alla carta. “Un tempo esisteva il cartello “Fabriano Città della carta”, poi è sparito! Non so perchè manca un evento legato alla carta, oppure – confida – lo so ma preferisco non dirlo. Non mi piace fare polemiche ma sembra che ci vergogniamo della nostra storia che, tra l’altro, ci rende veramente famosi nel mondo. Abbiamo creato l’Accademia delle Arti Cartarie, abbiamo aperto una start up innovativa sulla fabbricazione della carta fatta a mano, dato lavoro a 8 persone e preservato un mestiere che sta scomparendo. Tutto senza ricevere aiuti da nessuno solo con le nostre forze. Poi leggo di milioni di euro destinati a progetti con, forse, dubbie strategie future. Ho presentato progetti per un evento in città dedicato alla carta: fuori città sono stati molto apprezzati… qui meno. L’eccellenza non viene valorizzata.” Purtroppo.

m.a.

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