#FabrianoResiste, L’APPELLO DEI SOCIALISTI PER UNIRE LA SINISTRA – COSTITUITO IL CIRCOLO PERTINI

A cura del Circolo Sandro Pertini coordinato da Luciano Robuffo

“Fabriano Resiste”: un appello lanciato dal Circolo “Sandro Pertini” invita la sinistra di Fabriano ad unirsi, e a costruire un progetto per il rilancio della città. E’ Luciano Robuffo, “voce” storica delle radio libere di Fabriano, a presentare “Fabriano Resiste”, l’appello che i socialisti del circolo “Pertini” hanno deciso di lanciare ai diversi gruppi della sinistra cittadina e ai comitati e associazioni che in questi anni hanno portato avanti battaglie sociali: dagli operai della Whirlpool e della Technowind alle mamme del punto nascita, dai comitati per il Giano al Centro Sociale, da chi è impegnato nell’associazionismo agli artigiani e imprenditori innovativi. “Fabriano ha un numero enorme di disoccupati, le casse mezze vuote, tantissimi lavori da fare: ma si parla solo di candidati sindaci, anche se alcuni non durano nemmeno un pomeriggio. Noi invece pensiamo che la nostra città debba organizzarsi, per resistere e reagire a queste sfide, e quindi abbiamo voluto lanciare un appello, con cui riflettere su proposte vere per la città”.

I socialisti di Fabriano hanno deciso di costituire il Circolo “Sandro Pertini” per stimolare la riflessione sulle prospettive di sviluppo della città: “I socialisti sono il partito più antico della sinistra italiana. In un momento in cui nessuno ha idee, ci serve un “pensiero forte”: un progetto che identifichi quelle tre-quattro direzioni fondamentali su cui lavorare per far ripartire la città”. Il progetto tiene la barra fermamente a sinistra: con il suo appello, il Circolo “Pertini” chiede di “mettere al centro il lavoro e la solidarietà sociale”. I socialisti si rivolgono al comitato coordinato da Vinicio Arteconi e al gruppo attorno a Emanuele Rossi, ma chiamano in causa anche il PD, a cui viene chiesto di rompere con la sudditanza all’UDC e alle burocrazie comunali che ha caratterizzato gli ultimi 5 anni, per poter costruire una larga alleanza progressista.

“Crediamo che a questa città serva un governo di svolta, come quello di Castagnari nel 1995, che rappresenti le energie migliori di Fabriano: i comitati che hanno lottato contro decisioni ingiuste, operai e artigiani che hanno difeso il lavoro, giovani che hanno reagito alla crisi con dei progetti imprenditoriali nuovi. Tante piccole battaglie vinte, che per vincere la crisi hanno bisogno di un progetto, di una Giunta all’altezza: solo la Seconda guerra mondiale ci ha fatto più danni”. La chiamata alle armi dei socialisti è rivolta a costruire un’ampia coalizione di centrosinistra, ma in ogni caso i socialisti vogliono costruire “una lista di persone nuove, del mondo del lavoro, di artigiani, personalità dell’associazionismo, con cui ricostruire la sinistra a Fabriano. Non un progetto contro qualcuno: tutti quelli che hanno combattuto per una Fabriano migliore hanno bisogno di un Comune che li aiuti e li rappresenti.” L’appello “Fabriano Resiste” può essere sottoscritto, consultato e scaricato sul sito del Circolo, www.circolopertinifabriano.it .

#FabrianoResiste – L’approfondimento

Solo la Guerra Mondiale ha causato a Fabriano più danni della crisi: 5000 disoccupati, le casse comunali esauste, negozi che abbassano le serrande, ragazze e ragazzi che se ne vanno cercando opportunità che questa città non riesce a offrirgli. Ancora qualche anno fa, le campagne elettorali erano fatte della stessa sostanza dei sogni: tra grandi cene, buche rattoppate, assunzioni al volo, patrocini qua e là, non c’era candidato Sindaco che non promettesse l’incredibile. Erano gli anni in cui a Fabriano di soldi ne giravano parecchi, e una quota rilevante delle tasse incassate dalla regione arrivava da città in mezzo alle montagne, né piccolo borgo né metropoli: ma anche per promettere l’impossibile, ci voleva una certa classe, e alle elezioni trovavi i grandi nomi e i proclami solenni. E’ passato qualche anno, e quello che ci è rimasto è “Non c’è i soldi”, “Non se po fa niente”, “Semo finiti”. Finito il tempo della Grandissima Fabbrica, noi fabrianesi sbandiamo in giro come sonnambuli. La crisi ha distrutto le nostre certezze: un momento di riflessione tra tutti quanti avrebbe potuto darci le idee per provare a ripartire. In questi ultimi 5 anni, però, invece che un dialogo abbiamo visto un assedio: da un lato, un manipolo di burocrati che fingevano di poter sistemare la sofferenza profonda con due calcoli e una tassa o due in più; dall’altro cittadini sempre più scoraggiati, arrabbiati, privi di ogni speranza. E in fin dei conti, finora, questa campagna elettorale sembra l’esatto remake dei 5 anni che l’ha preceduta: la Paura contro la Rabbia, sembra essere questo il derby che il PD e il Movimento 5 Stelle offrono a Fabriano. Tutto sembra all’insegna del minimal: ci promettono qualche posto da cameriere in pizzeria o da artigiano che fa souvenir, oppure delle riflessioni su cosa fare, magari assieme ai politici della Regione, che evitano accuratamente di farsi vedere, non si interessano delle fabbriche che chiudono o del terremoto che fa danni, e se potessero si porterebbero via l’ospedale in elicottero. “Non c’è i soldi, tocca strigne la cinghia” dice uno, “Non je la famo più, tocca strigne la cinghia”, dice quell’altro.

Siamo stanchi di pensieri corti, paura e rabbia, disfattismo e rassegnazione. Nella sua Storia, Fabriano ha fatto la Settimana Rossa e la Guerra di Liberazione, lo Sciopero del Maglio e la Marcia di Castelletta, la nascita delle Imprese Merloni e l’epopea del “bianco”: anche oggi, mentre tutto sembra crollare, alcune delle imprese più importanti d’Italia, hanno sede nella nostra città. E anche nei momenti più gravi questa città, in passato troppo sicura di sé e troppo individualista, anche cattiva quando poteva permetterselo, ha saputo riscoprire la solidarietà e la voglia di lottareA chi si è impegnato in questi anni, chiediamo di darci una mano, per pensare pensieri forti, e pensieri lunghi, sul futuro di Fabriano. Lo chiediamo al Comitato per la difesa del Giano, per il suo impegno in cerca di una città più pulita e vivibile. Lo chiediamo alle operaie e agli operai della Whirlpool che hanno unito la città dietro alla loro lotta per difendere il lavoro, e alle operaie e agli operai della Tecnowind che ancora lottano, con l’aiuto della loro comunità. Lo chiediamo alle mamme e non solo del Coordinamento per la Difesa del Punto Nascita che chiedono di poter far nascere i loro figli a Fabriano; e lo chiediamo al Laboratorio sociale “Fabbri” per una città mutualista e solidale, dagli sfratti al terremoto. Lo chiediamo ai locali che restituiscono un senso alle strade del centro storico, come Via Balbo Non Dorme, ai coraggiosi che aprono nuove imprese o pensano nuovi progetti, rischiando sé stessi, e alle centinaia di associazioni culturali e sportive che riempiono di senso la vita della nostra città. Lo chiediamo ai sindacati e alle associazioni di categoria, che conoscono le difficoltà delle imprese e dei lavoratori ma anche il loro potenziale, e a quei pezzi di classe dirigente che, nelle Fondazioni e nelle grandi imprese, hanno capito che ci serve un progetto di futuro. Lo chiediamo a Giovanni Balducci, Vinicio Arteconi e il Comitato Fabriano Democratica e Progressista, a Emanuele Rossi: per Fabriano, è il momento delle idee coraggiose, di un governo della città che alla Paura e alla Rabbia contrappone la SperanzaC’è una città che è pronta a rompere con 5 anni di depressione e di sudditanza a burocrati e relitti del passato, per immaginare la Fabriano del futuro. C’è una Fabriano che Resiste. Questa città chiede un progetto politico all’altezza dei suoi bisogni e delle sfide che ha davanti, delle sue aspettative e delle sue qualità. Che non sia contro qualcuno, ma per qualcosa. Un progetto che unisca socialisti, comunisti, cristiani, laici, ambientalisti. Un progetto che metta al centro il Lavoro e la Solidarietà Sociale, per chi non si rassegna a vivere in una città depressa e senza futuro, per chi vuole inventarsi cose nuove, per chi è stufo di accontentarsi del meno peggio. A tutti quelli che ci vogliono provare, a tutti quelli che vorrebbero parlarne, a tutti quelli che sono abbastanza matti da darci retta, diciamo… vi aspettiamo !