“SALVARE TECNOWIND E IL TESSUTO SOCIALE” – CERISCIOLI E IL PREFETTO

di Marco Antonini

Nel capoluogo marchigiano per incontrare il presidente della Regione Luca Ceriscioli, l’assessore al Lavoro Loretta Bravi e il prefetto di Ancona come rappresentante del governo nazionale. “Così – hanno detto gli operai – la vertenza Tecnowind è arrivata al Ministero dell’Interno e la sitazione del Fabrianese è sotto gli occhi di tutti”. Pomeriggio di incontri della delegazione della città della carta formata dal sindaco Sagramola, i sindacati e gli operai che vogliono tornare a lavorare con la serenità che meritano e la sicurezza del loro posto di lavoro.

Il sindaco di Fabriano

“L’incontro con il governatore Ceriscioli e il presidente del consiglio regionale Mastrovincenzo – ha detto il sindaco Giancarlo Sagramola – è stato positivo. Il presidente ha approfondito la vicenda Tecnowind, il rapporto con il sistema bancario e la proprietà. Si è preso l’impegno di fare una serie di verifiche per sostenere i lavoratori dell’azienda e i terzisti che hanno fatto sentire la propria voce. Gli organi istituzionali si muoveranno ora per conoscere l’esito dell’incontro di Milano di questa mattina fra il Cda, le banche creditrici e i rappresentanti del Fondo di investimento dell’area Euro interessato all’acquisto di Tecnowind. Al Prefetto Antonio D’Acunto stiamo per illustrare la situazione sociale della città della carta: non abbiamo altre prospettive ed è urgente sostenere questi lavoratori. Il clima è teso. Bisogna salvare il tessuto sociale – ha concluso il primo cittadino raggiunto telefonicamente – ed evitare un altro tracollo che sarebbe la fine del comprensorio. Anche la Prefettura deve intervenire sul nuovo acquirente e muoversi sul sistema bancario affinchè si possa agevolare il passaggio alla nuova proprietà”.

I sindacati

“A Ceriscioli – riferiscono fonti sindacali – abbiamo chiesto di informarsi sul nuovo acquirente e di adottare tutte le iniziative per salvaguardare Tecnowind. Restiamo in attesa di sviluppi. Il presidio continua h24 nello stabilimento di Marischio.”

La protesta

Prosegue, intanto, il presidio dei lavoratori che sono in strada: 285 operai ed impiegati ed altrettanti lavoratori dell’indotto rischiano il proprio lavoro per meri interessi finanziari. “Dopo mesi di trattative con diversi acquirenti che non si sono mai concretizzate senza sapere le motivazioni reali, siamo giunti ad una nuova proposta non vincolante che mantiene acceso un lumicino di speranza. Il pool di banche coinvolte (Bnl, Unicredit, Mps, Banca Intesa, Banca Marche, Ubi e Veneto Banca) hanno bloccato da diversi mesi le linee auto liquidanti, mettendo a rischio l’attività industriale e di conseguenza ritardando il pagamento degli stipendi. Chiediamo al sistema bancario una responsabilità sociale; le banche, piuttosto che cercare di distruggere ciò che è realizzabile, con le Istituzioni dovrebbero essere impegnate a supportare il progetto industriale. La difesa degli interessi del capitale – hanno detto i sindacati – vale ben poco anche per chi la promuove, se passa attraverso la distruzione di ogni opportunità di ripresa per il lavoro e per I’ economia del territorio compromettendone il futuro. Non possiamo, nel territorio fabrianese devastato dalla crisi, far pagare sempre e solo ai lavoratori.

In aggiornamento

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