ALLAGAMENTI, FRANE E FAMIGLIE ISOLATE. SORVEGLIATO IL GIANO

Il clima è cambiato. Basta mezza giornata di pioggia per mandare in tilt il Fabrianese. Frane, allagamenti, una tubazione scoppiata, fiume in piena straripato e monitorato a vista: la pioggia di marzo ha portato danni e disagi in tutto il comprensorio alle prese con tanti problemi, uno dietro l’altro, che si sono susseguiti dalla tarda serata di lunedì fino a tutto il pomeriggio di ieri. Colpite molte frazioni: Argignano, Albacina, Moscano, Vallemontagnana, Rocchetta e Melano. Tecnici comunali a lavoro. Vigili del fuoco impegnati anche a Genga dove il fiume Sentino confluisce con l’Esino in piena. Due le famiglie rimaste isolate ieri mattina per alcune ore per colpa di uno smottamento di terra che ha invaso la strada. E’ il bilancio dell’ondata di maltempo di ieri nel Fabrianese. A destare preoccupazione sono i tanti allagamenti che hanno richiesto l’intervento dell’Ufficio tecnico. Gli operai sono intervenuti a Melano, località Case Basse e a Vetralla per via di due frane che hanno bloccato la circolazione stradale. Frana più consistente ad Argignano dove si è lavorato per diverse ore per mettere in sicurezza la strada. Ad Albacina (FOTO), allagata la via principale che conduce nel centro della frazione, zona rossa dopo il sisma di ottobre, in prossimità del Parco Merloni. A Rocchetta Bassa due famiglie sono rimaste isolate per diverse ore. Anche qui, infatti, si è otturato il fosso che non è riuscito più a raccogliere acqua piovana. Situazione analoga a Vallemontagnana e Moscano. Il sottopassaggio ferroviario, invaso dall’acqua, ha bloccato, come spesso accade, l’unica strada che collega le frazioni a Fabriano.

A Fabriano il problema riguarda la regimazione delle acque in via Sassi, verso Ceresola. “Bisogna far defluire meglio l’acqua piovana – hanno detto dall’Ufficio tecnico –  e in questo caso parte della responsabilità è dei proprietari dei terreni a volte abbandonati che allagano la strada a causa dello scolo insufficiente”. Discorso a parte il fiume Giano. Per tutta la giornata di ieri è stato sorvegliato speciale sia nel cento storico della città dove sono in corso i lavori per lo scoperchiamento della parte tombata in via Le Conce che verso Albacina, poco prima che le acque confluiscono nell’Esino a Borgo Tufico. “Parlare di esondazione – ha detto il responsabile comunale Urbano Cotichella al Corriere Adriatico – è errato perché in queste ondate di pioggia il fiume si riprende quelle porzioni di terra che l’uomo gli ha tolto nell’arco dell’anno”. A conti fatti il Giano è esondato a Rocchetta. Situazione ai limiti a Genga dove il fiume Sentino confluisce nell’Esino in piena che non riesce a ricevere acqua. In mattinata, per almeno due ore, si è rischiato l’allagamento di un tratto della SS76. La situazione, però, non è precipitata. In via precauzionale i volontari della Protezione Civile locale coordinati da Otello Bernacconi, oltre a liberare i tombini ostruiti, hanno controllato il livello dei fiumi valutato come “ai limiti” per tutto il pomeriggio. Danni a Campodonico per colpa di una tubazione scoppiata per colpa della tanta pioggia e che ha danneggiato un piccolo ponte.  Una dozzina le telefonate ai vigili del fuoco. Oggi gli operai comunali lavoreranno tutto il giorno per ripristinare la normalità nelle tante situazioni di emergenza tra Fabriano e le frazioni ed evitare il peggioramento della situazione: prevista, infatti, un’altra ondata di maltempo nel fine settimana. Fiume Giano monitorato a vista con il livello massimo raggiunto al ponte di Valleremita.

Marco Antonini

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