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ALESSANDRO E FEDERICA, DOLORE E COMMOZIONE

Due città in lutto oggi nel comprensorio. Fabriano e Sassoferrato, infatti, saluteranno, per l’ultima volta, i loro cari che sono deceduti: Federica Braconi morta mercoledì mattina, per colpa della malattia a 25 anni e Alessandro Vitaletti ucciso sabato scorso in via Buozzi con 24 coltellate. A Fabriano l’appuntamento è alle ore 14,30 presso la chiesa di San Biagio con la Messa presieduta dal vescovo emerito, mons. Giancarlo Vecerrica, poi la sepoltura a Santa Maria. A Sassoferrato, invece, esequie alle ore 15 a San Facondino presiedute dal parroco don Giovanni Mosciatti. Poi la sepoltura nel cimitero cittadino.

Il ricordo

“Federica Braconi è un angelo che nella vita ha lottato e ora è nelle braccia di Dio”. Così mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo emerito di Fabriano-Matelica, ha ricordato la 25enne deceduta ieri mattina nella sua casa di via Serraloggia. La città della carta è ancora sotto choc per quanto accaduto e anche ieri tantissime persone hanno raggiunto l’obitorio dell’ospedale Profili per salutare la studentessa che è morta a un passo dalla laurea in Giurisprudenza. “Federica se ne è andata troppo presto – hanno detto gli amici con le lacrime agli occhi. – Aveva molti sogni e tanti progetti di vita. Il destino è difficile da accettare”. Commosso anche il vescovo emerito. “Ho pregato molto – ha riferito Vecerrica – e ho donato a Federica la corona del rosario di Loreto. L’ho vista sofferente, ma coraggiosa e disponibile. Ci ha insegnato a non arrenderci davanti alle prove e a combattere fino alla fine. Anche i genitori e il fratello sono stati esemplare: attenti, uniti e preoccupati per la vita; ci hanno testimoniato – ha concluso – che la famiglia viene prima di tutto”. Tutta la città si stringerà oggi intorno ai familiari a San Biagio, l’unica chiesa del centro storico che ha subìto danni dal terremoto. Anche Sassoferrato è sotto choc per quanto accaduto. Se il presunto assassino è stato arrestato il giorno dopo il delitto e ieri è stato convalidato il fermo da parte del tribunale di Perugia, il ritorno alla normalità nella piccola cittadina dell’entroterra sarà più lungo del solito. Tanti i ricordi commossi degli amici. “Il professore era benvoluto da tutti” hanno detto alcuni paesani. “Alessandro Vitaletti – ha raccontato l’insegnante di scuola media Lucia Ottavi – era una persona profonda, intelligente, sensibile, colta e molto buona. È stata una guida per la sua famiglia, i figli lo adoravano così come sua sorella e sua madre. Ha svolto con passione e dedizione il suo lavoro e per i suoi  studenti, che sapeva accogliere trasmettendo loro l’importanza dello studio. Parlava sempre a proposito – ha concluso – le sue parole erano profonde e rimanevano nel cuore delle persone”. Oggi l’intera città raggiungerà la chiesa San Facondino per il suo commosso addio. Non mancheranno i suoi alunni che da lunedì scorso sono assistiti dalle psicologhe dell’istituto comprensivo di Serra San Quirico e dai pedagogisti.

L’autopsia

Ventiquattro ferite d’arma da taglio, inferte da destra verso sinistra, al torace, all’addome, al fianco, alle ginocchia: due quelle letali vicino al cuore, e altre da difesa ad entrambe le mani. Questo l’esito dell’autopsia. Il responso del medico legale ha reso più fragili le argomentazioni difensive dei legali di Dimasi circa la presenza di profili per sostenere la tesi dell’omicidio per legittima difesa. Ieri l’arresto è stato convalidato. Respinta la richiesta della difesa di trasferire l’uomo ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Da oggi con le esequie cala il sipario su questa triste vicenda. Il resto lo farà l’autorità giudiziaria.

Marco Antonini