MALTRATTAMENTI ALL’ASILO, PARLA IL DIRIGENTE PROCACCINI

Le videocamere di sorveglianza installate nelle negli asili nido e nelle strutture per disabili e anziani, come vuole una proposta di legge all’esame della Camera, segnano «una sconfitta della scuola, ma sono utili a impedire abusi sui bambini». Ma oltre al ricorso agli strumenti tecnologici sarebbe doveroso agire sui meccanismi di reclutamento degli insegnanti, «valutando le loro attitudini psico-fisiche, la capacità di gestire la mobilità fisiologica dei bambini in una fase decisiva per il loro sviluppo». Il professor Emilio Procaccini dirige la scuola materna Anna Malfaiera di Fabriano, dove un’insegnante supplente avrebbe maltrattato bambini fra i 3 e i 5 anni nelle ore in cui non lavorava in compresenza con un’altra docente. La donna è stata sospesa dalla professione per ordine del Gip e «dal 30 giugno scorso non si trova più a Fabriano», ma il dirigente scolastico, che ringrazia la polizia e la magistratura per il lavoro fatto, pone un tema più generale: «Come si vede dai filmati della polizia – osserva – la maestra si lasciava andare a quei comportamenti quando era sola in classe, con la porta chiusa. Nessuna collega ha mai sospettato nulla, e la scuola non ha ricevuto alcuna segnalazione dai bambini o dai genitori. Se avessi avuto contezza di quanto accadeva avrei avviato un provvedimento disciplinare». Secondo Procaccini, le riforme scolastiche che si sono succedute nel tempo non hanno sfiorato uno dei nodi centrali per la scuola dell’infanzia: «non basta verificare le competenze didattiche di un insegnante, e non bastano i concorsi. Si dovrebbe valutare se un docente ha o meno la capacità e la ‘tenutà per gestire gruppi di bambini sempre più eterogenei». A capo di due istituti comprensivi – «mi occupo di 2 mila alunni, 200 insegnanti, 13 plessi scolastici distribuiti in 4 comuni» – ieri Procaccini ha incontrato i genitori della Malfaiera (115 alunni, 5 sezioni) per l’elezione dei rappresentanti dei consigli di classe. Una riunione prevista da tempo, in cui cercherà di «rassicurare la comunità scolastica. Abbiamo insegnanti di grande esperienza, e da quest’anno tutti a tempo indeterminato».