QUANDO CADE UN QUADRO – di Laura Trappetti

La tenacità misura la quantità di energia che un materiale può assorbire prima di giungere a rottura; questa proprietà è molto importante in tecnologica, misura l’attitudine di un materiale a resistere agli urti senza rompersi. Si tratta di proprietà meccaniche: resilienza, durezza e vari tipi di resistenza. Se ho ben capito e ricordo bene la fisica che ho studiato al liceo, che sia duro o fragile, tenace, resistente o resiliente, prima o poi qualunque materiale, se sottoposto a sollecitazioni più forti di quelle che può sopportare, si rompe. Tempo fa il termine resilienza era molto in voga, credo all’indomani della sua citazione da parte di Obama a proposito dei cambiamenti climatici. La parola ha assunto sempre più connotati politici e si è associata ad altro: resilienza economica, resilienza ecologica, resilienza sociale. Si tratterebbe in pratica della capacità di adattarsi, mutare, rendersi duttili alle trasformazioni economiche, ecologiche e sociali. Diventare resilienti vuol dire sopportare di più, ma come per i materiali, immagino, non equivale a sopportare per sempre. Così i sistemi economici prima o poi scoppiano, la vita sul pianeta, se non si cambia, si estinguerà e le società chi lo sa come diventeranno, prima della fine. Quando penso a questo, non posso fare a meno di ricordare quel famoso brano di “Novecento” di Baricco “A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono.” In effetti capita così anche alle persone: fran!!! Dev’essere una specie di cedimento strutturale, lo stesso del chiodo piantato nel muro: vieni tirato, spinto, sbattuto, ignorato, dimenticato, costretto a costanti cambiamenti per stare al passo, corri, fermati, vai e a un certo punto…cadi! Dalle cadute poi è difficile rialzarsi e allora gente ho pensato una cosa: quando sentite che la pressione è troppa, che potete resistere, che siete forti, tenaci, resilienti, ma incominciate ad avere il respiro corto, cambiate. Non è vero che necessariamente dobbiamo adeguarci quando un ambiente diventa ostile, può anche darsi che altrove ce ne sia uno più accogliente. Sei già estinto? Prova allora: una volta caduto il quadro, una volta che il chiodo s’è rotto, resta solo il fragore. Fran!

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