DOPO IL TAR: L’ELIAMBULANZA, I KM (DOPPI) E LE CODE DELLA 76

Mezzi per le emergenze che fanno viaggi a vuoto, eliambulanza non in funzione nelle ore notturne e con il maltempo ma con il tempo bello dalle 8 alle 16. Dove devono partorire le donne? Chi tutelerà una gestante se dovesse accadergli qualcosa tra le gallerie della SS76? Questi gli interrogativi dopo il venerdì nero che ha tolto ogni speranza di sopravvivenza ai punti nascita di Fabriano e San Severino che, insieme ad Osimo, hanno da giocarsi solo la carta del ricorso al Consiglio di Stato prima della definitiva chiusura. La città della carta ha detto no alla chiusura del punto nascita dell’Ospedale di rete Profili. L’avvocato Giovanni Ranci aveva presentato tre nuovi documenti per evidenziare, ancora una volta, quanti rischi e disagi correrebbero gestanti e bambini appena nati sulla strada. Non solo, quindi, un ricorso basato sugli elevati standard di sicurezza e sulla complessità delle vie di comunicazione che uniscono il comprensorio Fabrianese, fatto di tante piccole località disperse nelle campagne, e la Vallesina. Il Tar ha respinto ogni motivazione e la politica regionale può andare avanti con il suo piano nonostante le contraddizioni, i dubbi e i rischi sulla strada. “Abbiamo dimostrato che serve più di un’ora di tempo per raggiungere Jesi dalle tante frazioni che fanno capo a Palazzo Chiavelli – ha detto l’avvocato – e le distanze e i tempi veri di percorrenza depositati sono stati accertati dalla Polizia Stradale in condizioni di viabilità ordinaria. Con il maltempo e i continui lavori lungo la SS76 aumenterebbero a dismisura mettendo a rischio mamma e bimbo. Senza parlare di copertura assicurativa”.

C’è poi il dettaglio che non ti aspetti. L’ambulanza specializzata per il trasporto medico assistito delle gestanti parte da Jesi e non dalla città della carta. Arriva vuota a Fabriano in tempi non specificati causa lavori SS76, semafori provvisori, incidenti e rallentamenti e poi ritorna nella patria di Federico II facendo la stessa strada ad ostacoli e perdendo minuti preziosi. Anche San Severino si è opposto con tutte le forze contro la determina Asur del 24 dicembre e ricorrerà al Consiglio di Stato. “E’ impensabile – ha detto il Sindaco Sagramola – che si possa chiudere ora, con questa strada, il punto nascita. Solo la settimana scorsa, con il senso unico alternato lungo la SS76 causa lavori allo svincolo Fabriano Est, si sono avuti, nelle ore di punta, più di 4 chilometri di coda in entrambe le direzioni.” Poi c’è il problema dell’eliambulanza. Nella sentenza, infatti, i giudici evidenziano che oltre al potenziamento dei servizi di trasporto d’emergenza c’è anche l’eliporto. “Il mezzo – sostengono le mamme in dolce attesa – vola solo di giorno e con buone condizioni meteo. Come ci si sposta di notte o con il maltempo? Il parto non si può prevedere”. Sale la rabbia dei cittadini. “L’unica Stam, il mezzo per le emergenze, è posizionato all’ospedale Salesi di Ancona (a 70 Km) e non a Fabriano. La gestante, poi, non potrebbe salire in eliambulanza. Se qualcuno non interverrà scoppierà una guerra civile contro l’impoverimento della sanità pubblica”. Dito puntato anche sui costi dell’operazione. “Far alzare un elicottero – denunciano i cittadini – costa diverse migliaia di euro ogni volta. Si avrà un aumento molto significativo dei costi. E se si verificasse la necessità di due parti contemporanei, ci sono due elicotteri pronti a spiccare il volo? Al momento no”. (Nella foto una delle nate a Fabriano negli ultimi mesi)

M.A.

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