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MS5: ‘NESSUNO HA SALVATO IL DEPOSITO FERROVIARIO’

Poche settimane fa si è avuta la notizia dell’ufficializzazione della chiusura ormai prossima delle officine Trenitalia della stazione di Fabriano. Un altro pezzo che se ne va dal nostro territorio per spostarsi verso la costa. E’ la diretta conseguenza di una politica dei trasporti totalmente fallimentare dove son evidenti le responsabilità di molti di quelli che sulla vicenda hanno sprecato fiumi di parole. L’officina era inserita in una realtà che vedeva la stazione di Fabriano come snodo fondamentale della linea interna in grado di collegare Civitanova fino a Pergola. Venuto a mancare il collegamento tra Fabriano e Pergola anche la presenza dell’officina ha perso una parte della sua importanza. In una regione dove il trasporto su gomma è stato sempre avvantaggiato rispetto a quello su ferro il disegno appariva chiaro da tempo. Basti pensare alle corse degli autobus che vanno da stazione a stazione replicando incredibilmente e stupidamente le tratte ferroviarie. Che senso ha se non quello di mettere in concorrenza i due mezzi di trasporto? E chi se ne avvantaggia se le linee di trasporto su gomma vengono pagate dalla regione a chilometro percorso e non a titolo di viaggio emesso? Per questo diciamo che i responsabili sono da individuare in quelle stesse persone che in questi anni hanno fatto passerelle e versato parole al vento. La filiera politica regionale aveva la possibilità di intervenire in maniera decisiva se solo ce ne fosse stata la reale volontà. Comune, regione e Governo centrale sono gestiti dallo stesso partito, il sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è Umberto Del Basso De Caro sempre del PD e addirittura fino ad aprile di questo anno in regione a capo dell’Assessorato responsabile delle politiche del trasporto c’era il fabrianese Viventi. Fabrianese l’Assessore e fabrianese il Presidente della Regione. Eppure non si è riusciti a salvare una realtà che da tutti veniva considerata un fiore all’occhiello. Lo stesso ingegner Del Rosso Direttore Regionale Trenitalia ha riconosciuto nella struttura requisiti di sicurezza, strutturali e organizzativi in grado di sostenere la riconversione delle officine in un centro per la manutenzione dei carrelli di manovra. Una possibilità che il MoVimento 5 Stelle aveva discusso con i lavoratori delle officine e che aveva caldeggiato in tutte le sedi. Ma contro la volontà politica e gli accordi sottobanco si può poco, perchè non è da sottovalutare il fatto che se da una parte c’è chi perde e piange da un’altra c’è chi ci guadagna e gode. Non sono bastate le interrogazioni presentate in comune e trasformate in mozione (dicembre 2013) e in Parlamento (febbraio 2015), oltretutto quella alla Camera non ha mai ricevuto risposta, gli interventi in aula da parte della portavoce Terzoni Patrizia che ha messo così a conoscenza il Ministro Del Rio dello stato in cui versava la linea ferroviaria e l’evento organizzato a Fabriano per spiegare la centralità strategica del progetto della Subappennina. Manca come al solito una progettualità, una capacità di visione a lungo termine. La politica continua ad affrontare i problemi come se fossero l’uno isolato dall’altro. Rilanciare il progetto della Subappennina avrebbe potuto rimettere in gioco non solo la funzionalità e l’importanza strategica della tratta ferroviaria dell’entroterra ma l’intero sistema che ci gira intorno. Ora è il tempo delle lacrime di coccodrillo ma i nomi di chi poteva fare e non ha fatto restano incisi nella pietra.

M5S Fabriano