MONS. VECERRICA FESTEGGIA 75 ANNI A COLLAMATO E IN CATTEDRALE

Dopo 12 anni di episcopato nella città della carta, oggi, domenica 26 luglio, Mons. Giancarlo Vecerrica festeggia 75 anni. Anche per lui è arrivato il momento di presentare la lettera di dimissioni da Vescovo di Fabriano-Matelica. Sarà poi il Papa a stabilire come e quando avrà luogo la successione. Una giornata importante non solo per Mons. Giancarlo Vecerrica ma per tutta la Chiesa locale che si riunirà oggi intorno al suo pastore in due celebrazioni: alle ore 17 nella chiesa di Sant’Anna di Collamato – che per tutto il giorno rimarrà aperta ai fedeli che potranno ammirare la ricchezza di questo luogo di culto del XIII che conserva un affresco del Maestro Antonio da Fabriano – e la Messa con il clero diocesano alle ore 18,30 in Cattedrale. Il nostro approfondimento sulla Chiesa di Sant’Anna.

CHIESA DI SANT’ANNA – (sec.XIII)

LE ORIGINI

La Chiesa di Sant’Anna si trova a circa due chilometri dal Castello di Collamato su un piccolo colle che prende il nome della Santa titolare. Nella circostante campagna esisteva un consistente abitato, la cosiddetta Villa di Sant’Anna, scomparsa a seguito di una terribile pestilenza che ne aveva decimato la popolazione nella seconda metà del XIV secolo. I toponimi tuttora conosciuti come Casarrini (“Casarum Ruinae”) che indica l’antica località dove si estendeva il villaggio, Ospedale (luogo dove probabilmente sorgeva un monastero benedettino femminile sotto il nome di San Pietro) e Cimitero (luogo distante circa 400 metri dalla chiesa dove era stata sepolta gran parte della popolazione decimata dalla pestilenza). Alla chiesa, di origini molto lontane, era annesso un monastero benedettino maschile a cui la chiesa apparteneva e le cui tracce sono tuttora visibili nei resti delle circostanti costruzioni rurali. Si possono notare sui muri pietre nere  e quindi più antiche alternate a radi tratti di intonaco e di mattoni che indicano riparazioni più recenti.

GLI AFFRESCHI

All’interno della chiesa, sulla parete dietro l’altare potete ammirare degli affreschi la cui paternità è attribuita al Maestro Antonio da Fabriano datati 1481 raffiguranti Sant’Anna Metterza in trono nella parte sinistra mentre a destra  viene ritratta Sant’Anna con la Vergine Bambina ed il piccolo Gesù tra San Rocco e San Sebastiano. Gli affreschi furono commissionati da Anna di Simone Vagni  di Cerreto nel 1481 come si legge sotto lo scomparto di sinistra la cui iscrizione, oggi parzialmente leggibile, venne riportata integralmente dallo storico Romualdo Sassi. Gli affreschi di Sant’Anna sono menzionati anche nella “Guida artistica di Fabriano” del professor Bruno Molaioli.

LA GROTTA SOTTERRANEA

Sempre dietro l’altare, attraverso uno stretto cunicolo che si apriva sul pavimento, scendendo per circa due metri, si accedeva ad una specie di grotta scavata nel tufo, in cui erano depositate numerose ossa umane: un altro cunicolo collegava la grotta in questione, ai fabbricati retrostanti. I due cunicoli stanno a significare che la chiesa era comunicante con il probabile annesso convento, mentre la grotta sotterranea doveva essere adibita a luogo di sepoltura dei monaci. Lo storico Domenico Ferretti, che ha raccolto i documenti sulla storia di Sant’Anna,  scrive che l’apertura del cunicolo posto dietro l’altare è stata chiusa a seguito dei restauri eseguiti nella chiesa. Lo stesso Ferretti ebbe modo di constatare l’esistenza della grotta quando si calò nella stessa con un amico negli anni Cinquanta e dove scoprì la presenza di ossa riunite in nicchie scavate nel tufo. A pochi metri di distanza dalla porta della chiesa esisteva un vasto pozzo, ricoperto da una pietra circolare, ed anche qui erano custodite ingenti quantità di ossa. Evidentemente non doveva in origine essere adibito a quell’uso, avendo tutte le caratteristiche di una cisterna d’acqua e probabilmente vi furono posti in un secondo tempo i morti della pestilenza. Anche questa apertura è stata murata negli anni Settanta circa e ciò sembra si sia reso necessario essendo divenuto quel sotterraneo ricettacolo di grossi serpenti. Si dice che qui erano state notate ossa di dimensioni fuori dell’ordinario, quasi che il luogo fosse stato abitato da autentici giganti, circostanza del tutto inverosimile, frutto della fantasia popolare che aveva colorito ed ingigantito la cosa.

FESTIVITA’ DI SANT’ANNA DEL 26  LUGLIO

Sempre molto viva è stata la devozione dei collamatesi per la Santa, sotto la cui protezione si sono posti in tutti i momenti di maggior pericolo, ottenendo sempre l’aiuto richiesto, tanto che tale devozione centenaria è giunta fino a noi. Ancora oggi,  il 26 luglio di ogni anno, folti gruppi di fedeli si recano al colle di Sant’Anna ove sorge la chiesa per pregare e trascorrere in spensierata e sana allegria una distensiva giornata tra il verde morbido dei prati, nei campi tagliati da numerosi filari di viti, sotto l’ombra accogliente degli alberi, che invita a gustare genuine ed appetitose merende, nel silenzio appena rotto dal venticello che aleggia nella sera calante, lontano dal frastuono e dal rumore della città. E’ ormai consuetudine che il Vescovo diocesano sia presente alla celebrazione della Santa Messa dedicata alla Santa del 26 luglio.

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