ADDIO MIRCO, ORA FAI PARTE DELLA SQUADRA DEL CIELO

Il suono melodioso dell’organo ha accompagnato l’ultimo saluto a Mirco Aghetoni, deceduto venerdì notte a 24 anni. La chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia, nel quartiere Campo Sportivo, non è riuscita a contenere tutti i giovani che si sono stretti intorno ai genitori e ai parenti. Il coro ha accompagnato la celebrazione presieduta dal parroco don Gianni Chiavelli con canti di speranza. Davanti l’altare una grande foto di Mirco sopra la bara e le maglie indossate dal giovane nel corso della sua carriera calcistica. Tutti uniti per salutare Mirco che ha lasciato tutti dopo anni di sofferenza senza mai perdere il sorriso e quella forza d’animo che tanti smarriscono troppo facilmente. A Fabriano sono arrivati anche sportivi da Siena e da Ancona dove il giovane calciatore aveva mosso i primi passi una volta salutata la sua squadra fabrianese. In prima fila diversi giovani calciatori di Fabriano. Dopo la proclamazione del vangelo sulla morte e risurrezione di Cristo da parte del parroco di Cancelli don Marek Szymański che ha concelebrato la Messa, la riflessione di don Gianni Chiavellini. “Gesù ha sofferto fino alla morte in croce – ha detto – e anche tu Mirco hai sofferto insieme ai tuoi cari. Questa sofferenza è stata accettata e non ti sei ribellato. In questo periodo, molte volte avrai chiesto a Dio un segno. La Chiesa ci dice che non è importante il numero di anni che una persona vive ma come si vive perché l’anima del giusto troverà riposo in Dio. Tu, Mirco, hai condiviso la saggezza della vita. Dopo la morte c’è l’incontro con il Signore che ci aspetta a braccia aperte.” Tanti gli occhi lucidi in chiesa per la scomparsa di un ragazzo buono. Il nonno Otello, al termine della celebrazione, ha rivolto a lui parole commoventi e di grande incoraggiamento. “Grazie Mirco – ha detto – perché mi hai fatto vivere la più bella delle storie. Ti sei opposto per non partire. Ora che hai finito l’energia terrena sei nella squadra del cielo. Hai seminato molto in questi anni e il frutto del tuo lavoro – ha confidato – lo lasci ai tantissimi giovani che sono in questa chiesa a salutarti per l’ultima volta. Con te sono tornato giovane. Mi hai insegnato il dolore e la voglia di vivere.” L’applauso dei giovani presenti ha scaldato ancora di più la celebrazione. Per tutta la mattina in tanti avevano fatto visita alla camera ardente allestita all’obitorio dell’Ospedale Profili. Tutti uniti nel ricordare i momenti belli vissuti con Mirco che anche nei giorni di dolore non si lamentava per la malattia che scavava dentro di lui. Anche i gesti esteriori parlano di una vita vissuta per gli altri. Le offerte raccolte sono state, infatti, devolute al reparto di Oncologia e all’Hospice, la struttura di ricovero per cure palliative dell’ospedale cittadino dove i malati terminali trascorrono l’ultimo periodo della vita. Mirco è stato poi sepolto nel cimitero di Cancelli. “Ci ha fatto vedere – confida un giovane fuori il camposanto – che anche nel mondo dello sport si può vivere di sani principi e accettare la competizione come una sfida per crescere e non per superare, con ogni modo, un altro. Abbiamo giocato insieme e il suo fiato lo faceva correre più degli altri. Non si è mai vantato della sua preparazione atletica e delle sue abilità. Ci mancherà.”

Marco Antonini

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