SINDACO E VESCOVO CON I LAVORATORI INDESIT. OGGI LE ASSEMBLEE

”Due aziende simili, anzi speculari, con gli stessi prodotti e lo stesso mercato europeo: c’era da aspettarselo che Whirlpool avrebbe dichiarato esuberi, altro che ‘salvataggio’: e il piano colpisce praticamente solo noi della Indesit, non le fabbriche Whirlpool”. C’è rabbia, la delusione di veder confermati ”i peggiori timori dei mesi scorsi” fra gli operai della Indesit di Albacina, ma anche fra gli impiegati di tutti gli altri siti produttivi del Fabrianese, che ieri sera, per la prima volta, hanno scioperato per un’ora e mezzo, con adesioni fra il 70 e l’80%, secondo stime della Fiom. Il piano di ristrutturazione presentato dalla multinazionale Usa (1.350 esuberi, la chiusura degli impianti di Caserta, Albacina, con i lavoratori accorpati nella vicina Melano, e None) lasciano l’amaro in bocca a maestranze già provate da due anni di battaglie per tentare di salvare i posti di lavoro in quello che una volta era il cuore produttivo del distretto elettrodomestico marchigiano. Ieri pomeriggio, le tute blu di Albacina sono scese in strada, bloccando per circa un’ora la Sp 256 Muccese, con il sostegno del sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola e pure del vescovo mons. Giancarlo Vecerrica, venuto a portare la sua solidarietà. Oggi, nuove assemblee in tutte le fabbriche, con le Rsu e i sindacati territoriali per mettere a punto le prossime iniziative, in vista dell’incontro di lunedì 20 a Roma, fra i coordinamenti nazionali di Fiom, Fim e Uilm di Whirlpool-Indesit e l’azienda. ”La vera ‘botta’ – dice un impiegato fuori dai cancelli – arriverà per noi, il settore impiegatizio. Temo che gli esuberi saranno centinaia”. (ANSA)

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