ADDIO A PRESCIUTTI, IL SASSOFERRATESE CHE RESTAURO’ LA CASA DI GIACOMO LEOPARDI

SASSOFERRATO – Nonostante sia stato trasferito in eliambulanza dall’Engles Profili di Fabriano al Bufalini di Cesena, la superstruttura ospedaliera di assistenza intensiva ai grandi ustionati, Antonio  Presciutti non c’è l’ha fatto. L’imprenditore edile, 71 anni, è deceduto giovedì 26 febbraio alle ore 18 circondato dall’affetto di sua moglie Lina, dei suoi figli Andrea e Sabrina e dei suoi nipoti Rodolfo ed il piccolo Leonardo.  Maledetto quel sabato 14 febbraio, quando, seduto in cucina, nella sua bella casa di Via Rossini, si era addormentato, e,  vittima di un colpo di sonno e anche della lentezza dei suoi movimenti –  Antonio Presciutti era affetto di una malattia neurodegenerativa da un anno e mezzo – si è dato fuoco con la propria sigaretta. Un fuoco lampo reso fatale dal sintetico del suo maglione.  Nativo di Mergo, aveva studiato all’Istituto Pietro Cuppari di Jesi, ed appena diplomato trovato lavoro presso una ditta di Recanati.. Poi, il salto di qualità. Decide di mettersi in proprio nel 1970 e di stabilirsi a Sassoferrato. Scorrendo il suo cursus honorum di geometra, tra i tanti suoi lavori, emergono incarichi ancora più speciali degli altri. Come quando ha seguito i lavori di restauro e di valorizzazione di una parte della splendida casa nobiliaria del poeta Giacomo Leopardi a Recanati, od anche la costruzione della cartiera di Gaville di Sassoferrato o contribuito con i suoi uomini all’apertura dell’ultimo tratto del percorso turistico all’interno delle Grotte di Frasassi. Tanti i suoi palazzi, in via Rossini, in via Leopardi, al Piano di Frassineta, in via Crocefisso. La data dei funerali è ancora in forse perché, come da normale prassi, si deve aspettare il nullaosta per il ritorno della salma a Sassoferrato.

Veronique Angeletti

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