EDILIZIA, NELLE MARCHE PERSO 50% POSTI LAVORO. +40% RISTRUTTURAZIONI

Dopo sei anni consecutivi di crisi, nelle Marche sono oltre 10 mila i posti lavoro bruciati e almeno 3.000 le imprese che hanno chiuso. Non va meglio nell’ultimo anno, dove le casse edili registrano un ulteriore calo degli addetti (-11,31%) e delle imprese (-13,74%) e una conseguente diminuzione delle ore lavorate (-16,25%). Sono i dati del settore delle costruzioni resi noti da Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl, che parlano anche di aumento dell’utilizzo della cassa integrazione, che nel 2013 ha sfiorato 5 milioni di ore (+35,24%). Le tre sigle sindacali parlano anche di “mercato immobiliare bloccato”, con la diminuzione del 78,07% dei permessi di costruire.

Gli unici dati in controtendenza sono le 45 mila domande per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del 2013 (+40,22%) e i 2.794 interventi realizzati grazie al piano casa nel 2012 (+51,28%). “Il settore delle costruzioni sta morendo – denunciano i sindacati -, soffocato piu’ che dalla stretta creditizia anche dalla incapacita’ di dare risposte adeguate da parte delle istituzioni”. Secondo Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl, nelle Marche “ci sono quasi 6 miliardi di euro stanziati negli ultimi anni che non si sono mai tramutati in cantieri: spendendoli si potrebbero generare oltre 10 mila posti lavoro, con una ricaduta complessiva sul sistema economico regionale”. (AGI)

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