LA RICERCA E I NOSTRI TALENTI – di Alessandro Moscè

Questa settimana, anche in ragione del fatto che il campionato di calcio è fermo, l’occasione dell’approfondimento ci è offerta dalla settimana dell’Airc di domenica 9 novembre. Le squadre sono scese campo al fianco della ricerca sul cancro con “Un Gol per la Ricerca”, iniziativa promossa proprio da Airc, in collaborazione con Lega Serie A e Tim, che ha offerto parte degli spazi di comunicazione negli stadi. Calciatori, allenatori e arbitri hanno invitato i tifosi a sostenere il lavoro dei ricercatori. Ci piace sottolineare le parole di Alessandro Del Piero: “Dopo tanti anni di collaborazione con Airc, sono orgoglioso di aver avuto la possibilità di vivere questa esperienza sul campo. Trascorrere un po’ di tempo con un ricercatore, per capire ancora più da vicino questo mondo, cercando, in punta di piedi, di essere d’aiuto con la mia presenza e con la mia testimonianza, affinché il messaggio del sostegno alla ricerca arrivi in modo sempre più efficace. Sono felice che l’occasione si sia presentata a Torino, alla vigilia della mia partenza per l’India”. Sono tanti gli esempi che ci colpiscono. L’Airc si schiera a favore dei giovani ricercatori italiani di talento: in diverse città si organizza la raccolta di fondi per progetti dedicati al percorso di crescita. L’iniziativa prevede la distribuzione dei cosiddetti “Cioccolatini della Ricerca”. Con 10 euro si riceverà dai volontari la confezione creata per l’occasione da Lindt, che contiene una guida con informazioni sulla prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro. Il ricavato, appunto, sarà destinato al sostegno delle attività di ricerca. Non lasciamo che i giovani italiani vadano all’estero perché in Italia non ci sono risorse economiche. Una significativa scoperta nell’ambito dei tumori del sangue è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature Medicine” ed è stata fatta in Italia da un gruppo coordinato da Giovanni Tonon, capo dell’Unità di genomica funzionale del cancro presso l’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, insieme a scienziati della Harvard Medical School di Boston. L’equipe ha individuato un meccanismo attraverso il quale le cellule tumorali del sangue riescono a superare le barriere che si oppongono alla loro proliferazione indisturbata, causando malattie quali leucemie, mielomi e linfomi. Le cellule tumorali, infatti, crescono in modo tumultuoso e come conseguenza accumulano danni al Dna che, in una cellula sana, indurrebbero morte cellulare (apoptosi). Nei tumori del sangue questo meccanismo non funziona più perché, come hanno scoperto gli scienziati, le cellule tumorali ematologiche spengono un gene sentinella, YAP1, il cui compito è di riconoscere la cellula “impazzita”. L’augurio è di una ricerca Gold…

Alessandro Moscè

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