CONTE, MAZZARRI E LE BUGIE CHE CI PRENDONO IN GIRO – di Luca Serafini

Come la breve storia della Nazionale azzurra dopo il disastroso Mondiale brasiliano, anche Italia-Croazia è andata in archivio senza lode e senza infamia. Con tutti i problemi di sicurezza e viabilità che aveva Milano sabato scorso, sembrava che l’eventuale rinvio della partita fosse il più importante e pensare oggi al grande “sospiro di sollievo dei milanesi” alla notizia che invece quello spettacolo così modesto sarebbe stato rappresentato a San Siro, fa venire il latte alle ginocchia se non fossero già immerse nel fango da molti di quegli stessi milanesi ai quali in realtà della partita fregava poco o niente. A proposito di spettacolo e di sicurezza, ancora una volta una tifoseria ha dato vita a scene di guerriglia all’interno di uno stadio e per di più durante una sfida internazionale. Il calcio non riesce ad arginare questi fenomeni, non riesce a schedare e fermare questi criminali, non riesce a liberarsi da questa disgrazia: i delinquenti hanno la possibilità di superare valichi, aggirare dogane (nei balcani ci sono ancora: i pullman dei pellegrini che vanno in Bosnia a Medjugorje subiscono perquisizioni come in tempo di guerra), introdurre negli stadi qualsiasi cosa, comportarsi come peggio credono. Poi il calcio attua “punizioni esemplari”. Ridicoli. Per favore non prendeteci in giro. Ovvio che di fronte alle scene desolanti dei teppisti croati a San Siro, le bugie e le prese in giro di Antonio Conte sul tema Balotelli passano in secondo piano, ma fanno comunque parte integrante della sottocultura del pallone: prima ci ha detto di averlo convocato – nel suo peggior periodo in carriera – per poterlo conoscere da vicino, come se fosse uno scienziato alle prese con una rara specie da studiare. Poi lo ha rispedito a casa per un’improbabile infortunio, la cui diagnosi è stata cambiata 3 volte nel giro di poche ore. Con il beneplacito di medici e Federazione. E questi qui guidano la Nazionale… Per favore voi e i vostri sponsor non prendeteci per il culo.

Domenica prossima il derby di Inzaghi contro Mancini. Scelta per una volta coraggiosa e necessaria da parte del club nerazzurro: Mazzarri non si è mai ambientato, non ha mai capito, ha preso in giro i suoi tifosi e il comune senso del pudore aggrappandosi a pioggia, malattie, assenze, invasioni di cavallette come John Belushi nei “Blues Brothers” nei confronti della mancata consorte. Mancini è una scelta intelligente nell’immediato e soprattutto in prospettiva: è uno dei migliori al mondo nello scovare campioni di razza a prezzi accessibili. Potrà dare una grande mano nella ricostruzione di una squadra modesta, non migliore del Milan. Anche questa vicenda però è stata costellata da bugie: Thoir firma, ma non decide niente. Casomai è Moratti a pressarlo o a tenerlo in scacco, condizionando gli aumenti di capitale alle sue scelte e non a quelle del proprietario indonesiano. L’esonero di Mazzarri e soprattutto l’ingaggio di Mancini sono farina del sacco di Moratti, per favore non prendeteci in giro. Lo hanno capito anche i bambini che sono spesso meno ingenui, o meno scemi, di molti adulti.

Luca Serafini

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