TFR, URBANO URBANI SCRIVE AL PREMIER RENZI

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Sig. Presidente, sono Urbano Urbani (Le avevo già scritto il 7 maggio 2014) dalla “lontana” Fabriano e Le scrivo, ancora, questa volta, per parlare relativamente  alla Sua proposta circa il Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

Secondo me, Lei vuole dare l’illusione di un miracolo, che di miracoloso ha ben poco. Sembra più una tipica manovra all’italiana: in realtà, l’obiettivo del TFR in busta paga è far entrare più denaro, attraverso tassazione, nelle casse dello Stato, realizzata sulle spalle dei lavoratori e indirettamente delle imprese.  Con molteplici conseguenze negative, tra cui anche quella di ridurre o  annullare l’effetto dei famosi 80 Euro.

Le spiego, secondo me, da piccolo imprenditore, le motivazioni per cui non condivido questa Sua proposta.

  1. Aumenterebbe la disparità tra pubblico e privato, aprendo spazi discriminatori, visto che Lei si guarderebbe bene dall’applicare questa norma  al settore pubblico, che andrebbe a toccare il borsellino dello Stato.
  2. Dissuade i giovani dall’investire nella previdenza integrativa, quello che invece salverà le pensioni del futuro.
  3. Aumenterebbe le tasse che i lavoratori pagherebbero mensilmente, dato che verrebbe applicata la tassazione ordinaria, diversa dalla tassazione separata attualmente  applicata come imposta sul TFR.
  4. Penalizzerebbe chi ha già destinato il TFR ai Fondi Pensione, che ormai non può più scegliere rispetto a coloro che non l’hanno fatto.
  5. Creerebbe un  effetto negativo alle aziende che stanno vivendo un momento estremamente difficile, in quanto causerebbe grossi problemi di liquidità.
  6. Nel caso in cui fossero le Banche a prestare il denaro per il TFR alle aziende, questa operazione che tra l’altro è garantita dallo Stato, sarebbe economicamente positiva solo per le banche, mentre, al contrario, sarebbe onerosa per le aziende che dovranno invece corrispondere interessi passivi alle banche stesse. In questo modo,  il Governo dà l’impressione di avere più a cuore il mondo bancario che il mondo produttivo.

Signor Presidente , è troppo facile fare proposte effimere e ricercare consensi utilizzando i soldi degli altri, ma, nella malaugurata ipotesi che Lei ed il suo Governo, sostenuto anche da quella componente partitica dalla quale mi sto distanziando  giorno per giorno, decideste di applicarla, Le comunico  che, come Consigliere Comunale,  presenterò ed inviterò tutti i Sindaci del nostro territorio a votare all’ unanimità un Ordine del Giorno, da rivolgere al Governo, affinché il 50 %  dell’importo della nuova tassazione, derivante dal TFR, venga destinato ai Comuni di pertinenza, e non totalmente fagocitato dal Governo centrale.

Mi permetta un’ultima considerazione, Hanoi è estremamente più distante di Fabriano, per questo a sono ricordarLe che la nostra città dista da Roma solo due ore di Freccia Bianca.

Distinti saluti.

Fabriano, 17 Ottobre 2014                                                                                                                Urbano Urbani

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