Si dimette il consigliere di maggioranza Paolo Paladini, ecco perchè
Di Paolo Paladini, ex consigliere comunale di maggioranza
Grazie Presidente,
Comunico a lei e a tutti i colleghi che questo sarà il mio ultimo intervento in questo Consiglio Comunale. Quattro anni fa, in tanti, avevamo davvero creduto che questa città potesse “cambiare verso”, per tentare di invertire un declino demografico ed economico-sociale evidente, repentino ed inarrestabile. Per questi motivi avevo accettato di impegnarmi attivamente, di nuovo, nella politica amministrativa dopo una pausa di quindici anni. Nelle scorse settimane ho fatto un bilancio di questa esperienza.
E non posso che evidenziare amaramente un fallimento che e’ innanzi tutto personale prima ancora che politico-amministrativo. Ci era stata promessa una “visione”, dopo una campagna elettorale sfavillante e straordinariamente coinvolgente. Dopo quattro anni, devo constatare che la prospettiva di una città più aperta, attrattiva, capace davvero di essere capofila di un entroterra abbandonato a se stesso, si è’ rivelata illusoria e fallimentare. A situazioni straordinarie, come straordinaria era la realtà fabrianese del giugno 2022, occorreva dare risposte straordinarie. Ci si e’ limitati invece ad un’onesta, direi quasi “ragioneristica”, ordinaria amministrazione. Ma per quella, bastano gli uffici comunali: non occorre un Sindaco eletto direttamente dai cittadini ed una giunta che egli può scegliersi in totale autonomia. Al primo turno, oltretutto. Non starò a tediarvi con le tante occasioni mancate di questo mandato amministrativo che possono essere racchiuse e concentrate in un’unica definizione: la totale assenza di empatia nei confronti dei cittadini, dei loro bisogni, delle loro aspettative, delle loro esigenze. Una distanza sprezzante, un’incomprensibile e snobistica chiusura, un’autoreferenzialita’ degna di miglior causa, spesso accompagnata anche da arroganza, la mancanza di condivisione delle scelte operate o non operate, sono state il timbro di questa amministrazione. Atteggiamenti intollerabili sempre. Ancor di più se si ha la pretesa di ergersi a rappresentanti di una coalizione progressista, di centro-sinistra che nella storia di questo paese (e di questa città…) ha saputo manifestare la sua essenza in ben altri modi. E lo posso testimoniare personalmente. Perche’ ho vissuto quelle nobili stagioni. Entrando nel merito, mi limito a riportare due situazioni, lampanti, di questo fallimento. La prima riguarda non solo il più grande investimento pubblico di questi anni ma anche il luogo e lo spazio dove la mia generazione, allevata a “pane e basket”, e’ cresciuta, nonché una struttura essenziale per la Protezione Civile cittadina: vale a dire il “Palaguerrieri”. Con una visione miope e di cortissimo respiro, che ho cercato, vanamente e in assoluta solitudine di contrastare, si e’ deciso di spendere quasi 5 milioni di euro dei cittadini per una ristrutturazione di un impianto vecchio di quarant’anni, invece di pensare in grande, alle nuove generazioni…costruendo un impianto ex novo, che sarebbe stato utile per il prossimo mezzo secolo. Come fu fatto, allora si con la necessaria lungimiranza vent’anni fa con la nuova piscina comunale, tuttora considerata tra le migliori e più funzionali dell’intera Regione. Una ristrutturazione, oltretutto, caratterizzata da ritardi clamorosi ed inaccettabili, oserei dire ignobili…con scadenze via via rimandate e sistematicamente disattese.
La seconda riguarda il cinema “Montini”: uno spazio per il quale ci siamo battuti affinché fosse rimesso a disposizione della cittadinanza, per un rilancio non solo culturale ma anche aggregativo di un centro storico sempre più desertificato di attività commerciali. Sono due anni che aspettiamo una apertura continuativa e non episodica. Niente da fare. Basta guardarsi intorno a noi per verificare come a Perugia, a Senigallia…le “monosale” come il Montini stanno avendo un successo straordinario in grado di rilanciare la vitalità di centri storici penalizzati dagli outlet commerciali situati nelle periferie. Se a questo aggiungiamo una politica culturale elitaria, rivolta esclusivamente ai ceti benestanti di questa città e che ha totalmente tralasciato le fasce giovanili e più disagiate della nostra comunità, il quadro è’ completo. Potrei continuare a lungo ma mi fermo qui. Quando si fallisce occorre prenderne atto, serenamente. E come capogruppo dell’unico partito organizzato della coalizione che governa la città dal 2022, sento sulle mie spalle la gran parte di questo fallimento. Le ho tentate tutte, in questi anni, per far cambiare verso a questa amministrazione. Chi mi conosce bene, lo sa.
Qui non ci sono in discussione “questioni personali”, come troppo spesso e assolutamente a torto sono state rappresentate, nelle tante riunioni di maggioranza e di partito, le critiche e i rilievi mossi: ma un metodo consapevolmente assunto che ha implicato l’allontanamento progressivo di tante figure di area, ad iniziare dalle decine di candidati nelle liste della coalizione, che avrebbero potuto dare un contributo fattivo, in termini di competenze, relazioni e visione, al governo della città. Erano le “sentinelle” del vissuto cittadino che voi avete consapevolmente evitato di coinvolgere nell’azione amministrativa attraverso una rimozione sistematica, oserei dire chirurgica, di ogni apporto critico, costruttivo, vitale, che non rientrasse all’interno della propria “comfort zone” e di percorsi totalmente controllabili. Ma la prima filiera un Sindaco la trova tra i suoi, tra chi l’ha lanciata e sostenuta. Non valersene è un gesto politico, non un gesto neutro: è una scelta. Una cecità retriva ed incomprensibile, del tutto contraria al mandato ricevuto e opposta alle basi su cui quest’avventura amministrativa si era poggiata. È inutile pensare alle buche e agli asfalti…se poi è il fare squadra che sfuma, il senso di comunità che sbiadisce, la città che sfoca, sullo sfondo. Altro che questioni personali… Lascio senza rimpianti questo incarico di consigliere comunale con la serena consapevolezza di avere dato tutto me stesso per cambiare rotta. Non ci sono riuscito e non mi resta che prenderne atto. Ringrazio, di cuore, le tante persone, donne e uomini, ragazze e ragazzi…che in questi anni mi sono stati vicini.
Amici carissimi…che si sono spesi per questa esperienza in modo assoluto e disinteressato…rimettendoci tempo e avendo anche ripercussioni negative per le proprie attività. E mi scuso innanzi tutto con loro se non sono riuscito a ripagare come avrebbero meritato la grande fiducia che hanno espresso nei miei confronti. Ringrazio i consiglieri del mio gruppo per la fiducia, evidentemente mal riposta…verso il sottoscritto. Ringrazio tutti i consiglieri con i quali ho sempre intrattenuto un rapporto incentrato nel confronto e nella leale collaborazione. Ed infine ringrazio Lei, Presidente, che ha saputo organizzare e condurre i lavori di questo organismo democratico con passione, saggezza e l’opportuno buon senso. Vi auguro buon lavoro.

