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Electrolux, “Qui la prima cappa camino, fermare arroganza delle multinazionali”

Cerreto d’Esi – Lavoratori in sciopero e in assemblea, ieri, davanti allo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi, dopo l’annuncio choc dell’azienda che intende intraprendere un piano di ristrutturazione con 1.700 esuberi che comporterebbe anche la chiusura del sito di Cerreto che produce cappe da cucina e occupa circa 170 addetti tra cui 68 operai e il resto impiegati. Scoramento e rabbia tra i lavoratori – sono una settantina gli operai e per il resto impiegati – tra i quali ci sono anche coppie, marito e moglie, e quindi famiglie che resterebbero completamente senza occupazione di sostentamento. Per oggi è convocato un primo incontro alle 18 in Regione sulla crisi. Si terrà il 25  maggio, invece, la trasferta a Roma con convocazione al Mimit.

Le reazioni politiche

Carnevali

“La chiusura dello stabilimento Elettrolux a Cerreto d’Esi è un grave colpo all’economia del territorio provinciale. Si tratta di una decisione che non può essere accettata così passivamente. Tutta l’area del fabrianese riceverebbe l’ennesimo duro colpo, non è possibile ripetere un altro caso Beko”, il Presidente della Provincia di Ancona Daniele Carnevali interviene sul caso Elettrolux, un’altra pesante tegola che cade sul settore e sul territorio, già provato da anni di dismissioni e crisi industriali. “E’ necessario un incontro con la proprietà ed i sindacati, i lavoratori dell’azienda non possono essere lasciati soli in un momento così difficile – riprende Carnevali – Noi siamo vicini ai lavoratori in protesta che stanno vivendo un momento di forte disagio. Per questo siamo a chiedere un intervento della Regione e soprattutto del Ministero dello Sviluppo Economico. L’area del fabrianese ha già sofferto troppo le decisioni delle multinazionali, dobbiamo fare in modo che i lavoratori e le lavoratrici siano in qualche modo tutelati ed il lavoro salvaguardato”, conclude Carnevali.

Mastrovincenzo

«La situazione dei siti Electrolux e Beko nel distretto fabrianese è giunta a un punto di non ritorno. Non possiamo permettere che il cuore produttivo della nostra regione continui a essere smantellato nel silenzio delle istituzioni». A dichiararlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Mastrovincenzo, in occasione della seduta del consiglio che vede in discussione l’interrogazione a risposta immediata da lui presentata per denunciare il rischio di un definitivo tracollo occupazionale per i poli di Cerreto d’Esi, Melano e Fabriano. «Per quanto riguarda lo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi – ha sottolineato Mastrovincenzo – la Giunta regionale ha il dovere di attivarsi immediatamente nei confronti del Ministero per la convocazione di un tavolo di confronto specifico: 170 dipendenti ieri hanno ricevuto la notizia della chiusura del loro stabilimento e vivono un’incertezza drammatica; servono quindi garanzie reali sulla tenuta dei livelli occupazionali e sulla permanenza del sito nel territorio. Parallelamente, sulla vicenda Beko siamo di fronte a uno scenario paradossale e inaccettabile: nonostante un piano di uscite realizzato addirittura al 150% rispetto agli esuberi dichiarati, i lavoratori si trovano ancora davanti a fermi produttivi e allo spettro di nuovi ammortizzatori sociali. Gli investimenti strategici concordati nell’aprile 2025 sono di fatto al palo: è la prova che gli impegni assunti dalla proprietà in sede ministeriale sono stati finora disattesi». Secondo l’esponente dem, questi processi di deindustrializzazione nell’area montana della provincia di Ancona hanno già causato una gravissima emorragia di migliaia di posti di lavoro, trasformando una difficoltà economica in una vera emergenza sociale. «Le Marche hanno già pagato un tributo troppo alto, ben al di là dei cicli economici, subendo negli ultimi anni anche le speculazioni di grandi gruppi internazionali che hanno agito senza curarsi del futuro del territorio. Tutto ciò va arrestato immediatamente». «Le garanzie vanno pretese con fermezza non solo dalle aziende, ma anche dal Governo nazionale – ha concluso Mastrovincenzo nel suo intervento –. Il Ministero non può e non deve restare a guardare mentre il tessuto industriale marchigiano si impoverisce. Serve una pressione istituzionale costante e risoluta verso le proprietà: la tenuta sociale di un intero territorio deve essere la priorità assoluta di chi governa».

PD Fabriano

“Il Partito Democratico di Fabriano esprime profonda preoccupazione per le notizie relative agli esuberi annunciati da Electrolux e alla prospettata chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, una vicenda che colpisce duramente lavoratori, famiglie e un intero territorio già segnato da fragilità economiche e sociali. Ci associamo alle preoccupazioni espresse dalle istituzioni locali, a partire dai sindaci di Fabriano e Cerreto d’Esi, rispetto alla necessità di difendere il mantenimento dei livelli occupazionali e delle prospettive industriali dell’area montana. In un territorio che da anni combatte contro lo spopolamento, la perdita dei servizi e delle opportunità, il lavoro rappresenta un presidio essenziale di dignità, stabilità e futuro. Per questo, quanto sta emergendo in queste ore non può essere considerato soltanto una questione aziendale, ma una problematica che riguarda l’intera comunità. Il Partito Democratico di Fabriano esprime piena vicinanza a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori coinvolti, alle loro famiglie e alle organizzazioni sindacali impegnate nel confronto con l’azienda. Siamo convinti che le istituzioni locali, insieme a tutto il territorio, debbano agire in modo compatto e determinato affinché vengano tutelate l’occupazione, le competenze professionali e il tessuto produttivo costruito negli anni. Come Partito Democratico continueremo a sostenere ogni iniziativa utile a difendere il lavoro e a mantenere vive le prospettive industriali dell’area, nella consapevolezza che senza occupazione non esiste possibilità di crescita, coesione sociale e permanenza delle giovani generazioni nei nostri territori.”

Ruggeri

“La chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi è una notizia drammatica che non possiamo accettare passivamente”. Con queste parole Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 stelle in Consiglio regionale, commenta l’annuncio degli esuberi della multinazionale svedese. Per Ruggeri si tratta “dell’ennesimo segnale di una crisi industriale che da anni colpisce il settore del bianco” e che, nonostante i tavoli istituzionali e gli ammortizzatori sociali succedutisi nel tempo, “continua a pesare su territori già segnati dalla deindustrializzazione”. La consigliera ha depositato un’interrogazione alla giunta Acquaroli per sapere cosa sia stato fatto per prevenire la chiusura. “Non è possibile – dice – che le multinazionali utilizzino i nostri territori per decenni e poi, con un freddo comunicato da Venezia, decidano di smantellare tutto”. Ruggeri chiede l’apertura di un tavolo di crisi permanente e un intervento della Regione presso il ministero delle Imprese (Mimit) per bloccare gli esuberi e ottenere da Electrolux un piano di rilancio”.

Nobili

“La chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi sarebbe l’ennesima, pesante ferita per un territorio in cui lavoratori e lavoratrici sono già stati colpiti da continue crisi occupazionali. È necessario che il governo regionale manifesti subito la massima attenzione e una presenza concreta, convocando con urgenza un tavolo con vertici aziendali, organizzazioni sindacali, enti locali e Governo nazionale”. Così Andrea Nobili, capogruppo in Consiglio regionale di Alleanza verdi Sinistra, interviene sulla vicenda del sito Electrolux di Cerreto d’Esi. “Occorre valutare con la massima rapidità, trasparenza e serietà ogni alternativa, con il pieno coinvolgimento del Ministero competente. – aggiunge – Non basta esprimere preoccupazione: parliamo del futuro di 170 lavoratori, delle loro famiglie e di un intero indotto. Come gruppo Avs chiediamo che nessuno perda tempo, ogni giorno di ritardo rende più difficile difendere il lavoro, le competenze e il futuro di questo territorio”.

Fratelli d’Italia Fabriano

Non possiamo che esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori e alle famiglie colpite da questo grave provvedimento dell’azienda, che ha comunicato la prossima chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi. Esprimiamo grande preoccupazione e, per quanto attiene alle nostre possibilità, ci siamo attivati, fin da subito, nell’interloquire con i nostri rappresentanti che siedono tra i banchi del Consiglio regionale. Siamo certi che la questione Electrolux verrà fin da subito, affrontata con la massima urgenza e la dovuta attenzione, sia dalla Giunta regionale che dal Governo. In quel sito produttivo lavorano operai che sono nostri amici e nostri concittadini, persone con le quali intratteniamo rapporti quotidianamente. Anche per questo motivo, intendiamo, fin da subito, sottrarci, come espressione locale di un partito politico, ma soprattutto, come persone, alla strumentalizzazione immediatamente innescata, a mezzo stampa, da chi intende speculare sulla pelle degli operai, per meri calcoli politici. La crisi del distretto del bianco ha radici profonde e, in queste vicende, ciò che più conta, è il senso di responsabilità e la volontà di fare squadra tra tutti gli attori, coinvolti a vari livelli: dalla politica, alle parti sociali. Cercare di individuare i colpevoli è un “gioco” tanto inutile quanto pericoloso per chi intende condurlo, perché, si sa, le responsabilità vengono da lontano, e, a volte, hanno più di un padre. Rinnoviamo dunque, in questa, come in altre occasioni, per il bene del nostro territorio, l’invito a una collaborazione reale e proficua tra le Istituzioni, che intendiamo estendere alla Sindaca Ghergo, alla consigliera Ruggeri e anche all’eurodeputato Ricci, che non hanno perso tempo a giocare al “tiro al piattello” sulla stampa locale, tirando subito in ballo Governo e Regione.

a cura di m.a.