‘IL NOSTRO APPENNINO E’ ASSEDIATO DA CENTINAIA DI TORRI EOLICHE ALTE FINO A 200 METRI’
Fabriano – Grande partecipazione dei cittadini venerdì 27 giugno all’incontro pubblico organizzato dai Comitati Territoriali Riuniti di Fabriano e Sassoferrato, tenutosi presso il Loggiato di San Francesco a Fabriano. Molto interessanti gli interventi dei vari relatori che si sono succeduti in merito al progetto del mega impianto eolico, composto da 8 torri alte 200 metri, che si vorrebbe installare sul crinale montuoso del Monte Miesola, ad ovest di Fabriano e Sassoferrato e a ridosso del Parco del Monte Cucco. Ha iniziato Simone Vitaletti, coordinatore di TESS Marche, che ha illustrato la situazione attuale dei mega progetti di impianti eolici che stanno proliferando lungo tutto il nostro Appennino, favoriti da una legislazione nazionale, che genera una vera e propria speculazione finanziaria in favore di privati nel settore delle energie rinnovabili. Vitaletti ha anche chiarito ai presenti il significato dell’acronimo “TESS” (Transizione Energetica Senza Speculazione), spiegando che i vari Comitati riuniti sono tutti a favore delle energie rinnovabili e pulite e che ciò che si contesta è la “modalità” con cui questa energia viene prodotta, perché l’Italia non è un Paese ventoso come l’Europa del Nord e lo dimostrano gli impianti eolici già installati da anni in Italia, che spesso sono fermi per scarsità di vento, ed a malapena riescono a coprire le spese di gestione. L’Italia è in mezzo al Mediterraneo e quindi si dovrebbe puntare sul solare e sul fotovoltaico, ma non collocando i pannelli sui campi o tra i vigneti, bensì posizionandoli sui tetti dei capannoni industriali e delle case, in aree già degradate ed antropizzate. E’ poi intervenuto Renato Campetella dell’Associazione Ajace di Corridonia, il quale ha posto l’attenzione sul fatto che l’energia prodotta dagli impianti eolici sull’Appennino finirà nella rete nazionale e quindi verrà convogliata verso la costa e le grandi città sul mare Adriatico. Quindi i piccoli centri dell’entroterra non beneficeranno in alcun modo della presenza di questi impianti sul loro territorio, neanche a titolo compensativo, mentre invece subiranno tutto il danno derivante dalla distruzione del loro paesaggio e dell’ambiente montano! E’ seguito poi l’intervento di Maurizio Ligi, imprenditore agricolo della Cooperativa “La Pantana”, il quale ha invece sottolineato gli aspetti devastanti che questi mega impianti industriali produrranno sulle attività agroforestali presenti sul nostro Appennino, che alla fine saranno costrette a chiudere. Il dott. Paolo Bonifazi, dell’Università di Bologna, ha invece evidenziato i rischi per la salute psico-fisica che questi mega impianti eolici produrranno su coloro che risiedono nelle piccole frazioni più vicine alle torri eoliche, anche perché, in particolari condizioni di vento, esse producono un forte e costante rumore di fondo. E’ poi intervenuto Danilo Baldini, delegato della LAC Marche, il quale ha posto l’attenzione sulle interferenze e gli impatti mortali che le gigantesche pale eoliche avranno sulle rotte migratorie dell’avifauna, visto che proprio sul crinale del Monte Miesola, dove verranno piazzate le torri eoliche, da millenni in autunno gli uccelli utilizzano 4 valichi per attraversare l’Appennino e che per legge devono essere tutelate, anche dagli impianti eolici! Andrea Astracedi, sempre del Comitato TESS Marche, ha invece approfondito l’aspetto prettamente speculativo delle varie società proponenti gli impianti eolici, molto spesso sconosciute e create appositamente dall’oggi al domani con un capitale ridicolo di poche migliaia di euro, con progetti fotocopiati e/o in copia/incolla e che invece si troveranno a gestire milioni e milioni di euro di fondi pubblici destinati dal PNNR! Queste società private godranno quindi di incentivi pubblici gratuiti per almeno 20 anni ed il loro “investimento” iniziale verrà totalmente rimborsato dallo Stato, quindi da tutti i cittadini, con il vergognoso risultato che il cd. “rischio d’impresa” per esse sarà praticamente azzerato! Il motivo poi di questi progetti sempre più giganteschi, con torri eoliche alte fino a 220 metri, che viste le loro dimensioni mastodontiche, non si capisce come potranno essere trasportate in cima alle montagne, considerando anche la viabilità accidentata, sta nel fatto che il valore degli incentivi è calcolato, non in base alla effettiva produzione elettrica generata, che come detto sarà scarsa per l’assenza di vento, ma in base alla potenza installata! Infine è intervenuto Giancarlo Sagramola, presidente della Unione Montana “Esino-Frasassi”, il quale ha sottolineato i danni irreversibili che questo impianto industriale arrecherà all’ambiente ed al paesaggio in un’area compresa tra due parchi regionali e dove sono concentrate molte aree SIC/ZSC e ZPS della Rete Natura 2000, ma anche al turismo escursionistico e culturale, vista la presenza nella zona di Eremi, Abbazie, Monasteri e percorsa da “cammini religiosi”, come il “Cammino dei Cappuccini” ed il “Cammino di San Romualdo”, che richiamano in tutta la zona un fiorente turismo escursionistico, ambientale e religioso. Alla fine la cittadinanza, i politici e amministratori presenti all’incontro, si sono resi conto della assoluta necessità di fare fronte comune contro questo vero e proprio ASSALTO AL NOSTRO APPENNINO ED AL NOSTRO TERRITORIO che, dietro la reale e gravissima emergenza climatica e la inevitabile transizione energetica verso fonti rinnovabili, cela in realtà una vergognosa SPECULAZIONE FINANZIARIA, a solo ed esclusivo vantaggio delle imprese proponenti! A questo proposito il Comitato TESS Marche ha organizzato una petizione per richiedere alla Regione una moratoria sugli impianti eolici in progetto lungo tutto l’Appennino Umbro-Marchigiano, ed il ricorso alla produzione di fonti di energia rinnovabile compatibili con i territori ed a consumo di suolo zero!
Comitati Territoriali Riuniti di Sassoferrato e Fabriano – Coalizione TESS

