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Botta e risposta dopo il consiglio comunale

Fabriano – Prosegue il dibattito politica dopo la rissa sfiorata in consiglio comunale tra due consiglieri, uno di maggioranza e uno di opposizione. Il dito puntato è contro la Tari che dovrebbe passare dal 7,5% all’8%. Al centro del dibattito anche l’assenza di diversi esponenti di maggioranza e la questione del numero legale che non è stato raggiunto con la minoranza che, in segno di protesta, si è alzata ed è uscita. Riccardo Ragni respinge al mittente le accuse mosse da Lorenzo Armezzani. «Si è ingenerata la discussione, a fronte di un comportamento dell’opposizione che ritengo vergognoso e non è avvenuta all’interno della sala del Consiglio. Se accesa ed animata, non è sfociata in alcun atto di violenza fisica o di intimidazione» dice Ragni. Anche il capogruppo PD Paolo Paladini interviene: «E’ vero che garantire il numero legale spetterebbe alla maggioranza ma a volte, come nel caso di martedì, ci sono delle assenze motivate da ragioni di lavoro e/o familiari imprescindibili. In questi rarissimi casi è un atto di responsabilità istituzionale, da parte della minoranza, poter garantire che il Consiglio possa discutere atti. L’altro giorno per garantire il numero legale è dovuta uscire dalla camera mortuaria, dove vegliava uno stretto congiunto, una consigliera di maggioranza». Intanto dall’opposizione Danilo Silvi, FdI, continua a chiedere di non aumentare la tassa sui rifiuti «per il bene della città»; Pino Pariano parla di «comportamento arrogante da parte di un’Amministrazione incapace a governare. Non solo in quasi tre anni i Consiglieri di maggioranza non hanno presentato nessuna proposta, ma si permettono anche di non essere presenti il giorno del Consiglio». Lorenzo Armezzani, infine, ricorda: «Continuerò nella mia condotta di opposizione, critica e proposta, senza cedere a tali gravi atti intimidatori. Ringrazio quanti mi hanno manifestato solidarietà». Graziella Monacelli, Segreteria PD, invece, fa sapere che «non è il Comune che determina la tariffa smaltimento rifiuti, ma è Arera. Gli atti fondamentali sono stati approvati: 1,5 milioni di euro indirizzati e altri 4,5 milioni lo saranno nei prossimi mesi».

m.a.