Sassoferrato – Spunta un nuovo progetto per il fotovoltaico, comitato all’attacco
C’è una nuova preoccupazione per gli abitanti di Sassoferrato alle prese con l’installazione dei campi fotovoltaici. La battaglia del comitato Monte Strega, da più di un anno, non si è mai fermata. Adesso, intanto, arriva un nuovo progetto per l’ampliamento del fotovoltaico sempre nella zona di Monterosso. «Nell’area c’è un impianto dal 2011, con disagi per l’aumento della temperatura e per il rumore che crea. Ve ne sono due, con permesso rilasciato in edilizia libera, e i due progetti – prosegue il Comitato – denominati “Sassoferrato 1″ e “Sassoferrato 2″, con relativo elettrodotto, autorizzati dalla Conferenza dei servizi, i cui lavori non sono cominciati». Sale la rabbia: a questi si aggiungerebbe un altro progetto, in edilizia libera, «che avrebbe richiesto al Comune di Sassoferrato di poter realizzare un cavidotto per connettersi con la Rete E-distribuzione». Il Comitato attacca: «L’area occupata da quest’ultimo progetto non rispetta la distanza, stabilita in 500 metri, dalla Chiesa di Sant’Ugo, bene storico tutelato e catalogato dal Ministero della Cultura. Sembra non rispettare la distanza dal corso di un torrente. Tutta l’area non può essere classificata come industriale».
Il Comitato
Nei giorni scorsi, nella seduta del Consiglio Comunale a Sassoferrato, è stata presentata, dal consigliere di opposizione Marco Artigiani, la seguente interrogazione:
“In relazione alla installazione di impianti fotovoltaici in zona Fossa di Monterosso Stazione, vorrei conoscere:
1. Lo stato di avanzamento dei 3 progetti, in particolare di quello della Ditta “Emis Srl”;
2. Dove sia previsto, per quest’ultimo, il passaggio del cavidotto di connessione alla rete del gestore dell’energia elettrica, e se ci saranno espropri per consentirne la realizzazione. In tal caso, chiedo da chi verranno effettuati;
3. Precisare lo status effettivo della Zona industriale sovracomunale, dal momento che:
1) Non sono mai stati fatti, dal 2006 ad oggi, insediamenti industriali o produttivi nella zona suddetta;
2) Gli altri Comuni consorziati nella prevista zona industriale, cioè Fabriano, Genga e Cerreto d’Esi, dichiarano di non averne mai deliberato l’istituzione e di non aver mai avuto alcun interesse al riguardo;
3) Non è stato mai definito l’Accordo di Programma, strumento costitutivo della stessa Area sovracomunale in quanto necessario a rendere possibile e normare un’azione pianificatoria comune.
Relativamente allo status di zona industriale, vi è anche una diffida, datata 10 Novembre 2023, protocollata con il n. 0020500, da parte dell’avvocato Maria Raffaela Mazzi, legale rappresentante del Comitato Monte Strega, alla quale mi risulta che non si si mai data risposta. Non risulta inoltre che sia stata data risposta neanche all’integrazione della stessa diffida, protocollo 0023603, inviata dallo stesso legale in data 23 Dicembre 2023, riguardante l’area in cui è previsto l’insediamento dell’impianto fotovoltaico che rientra nella fascia di rispetto della Chiesa di S.Ugo, inserita dal Ministero della Cultura nel Catalogo dei Beni storici italiani tutelati. Chiedo se si intende rispondere a tali diffide. Considerato infine che la Convenzione di Arhus, sottoscritta nel 1998 da tutti i paesi europei, vincola ogni decisione che comporti modifiche ambientali di un territorio all’informazione e partecipazione della popolazione coinvolta, si chiede cosa sia stato fatto in tal senso”.
Marco Antonini

