Electrolux, domani a Cerreto d’Esi assemblea tra lavoratori e sindacati nazionali
Passi in avanti sulla vertenza Electrolux, ma non sufficienti. Il filo della trattativa non si spezza e, annunciano i sindacati, riprenderà a settembre con il confronto tra azienda e sindacati in sede ministeriale con il tavolo tecnico. Domani, 22 luglio, dalle 9 alle 10 si svolgerà un’assemblea dei lavoratori di Cerreto D’Esi con i sindacati, compresi alcuni esponenti nazionali. Al centro i contenuti del tavolo di crisi di oggi svoltosi al ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) presieduto dal ministro Adolfo Urso. Si farà anche il punto della vertenza che per le Marche prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e 170 esuberi. “L’azienda – spiega Pierpaolo Pullini, componente della segreteria provinciale della Fiom Ancona, responsabile del distretto di Fabriano che ha partecipato al tavolo al Mimit – continua a dichiarare una insostenibilità della produzione di cappe nel plant di Cerreto, si parla di continuità produttiva in maniera generica e ricerca continua di soluzioni. Le uniche soluzioni che vediamo noi sono investimenti in nuovi prodotti, in processo per efficientamento accompagnati da strumenti ordinari e straordinari messi in campo dalla politica, che per forza di cose nei prossimi incontri dopo la pausa estiva, dovranno essere declinati”.
Il ministro Urso
Il confronto tecnico svolto in questi giorni tra l’azienda e le organizzazioni sindacali ha già chiarito che il costo dell’energia, pur meritevole di attenzione, ha un’incidenza limitata e non può essere indicato come la causa determinante della crisi. Serve dunque un vero progetto industriale, fondato sulla salvaguardia degli stabilimenti, dell’occupazione e dei volumi produttivi, ma anche su un percorso concreto di miglioramento dell’efficienza e della competitività”. È quanto avrebbe dichiarato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al tavolo Electrolux in corso al Mimit. “Siamo pronti ad accompagnare questo processo di transizione verso una soluzione condivisa, come abbiamo fatto in altri casi, mettendo in campo tutti gli strumenti nazionali disponibili: dalla tutela dei lavoratori, attraverso gli ammortizzatori sociali, al sostegno dei volumi produttivi e strumenti di incentivo agli investimenti, come gli Accordi per l’innovazione. Ma ogni intervento pubblico dovrà inserirsi in un piano serio e verificabile, con impegni chiari da parte dell’azienda e dei sindacati, sulla produzione, sull’occupazione e sul futuro degli stabilimenti italiani. Anche in questa vertenza il Governo farà la propria parte, a condizione che ciascuno si assuma fino in fondo le proprie responsabilità”, avrebbe aggiunto il ministro, ribadendo la disponibilità del Mimit ad approfondire gli strumenti più adeguati a gestire la transizione mentre si cambia il quadro regolatorio europeo, una volta delineata un’intesa tra azienda e organizzazioni sindacali di cui “noi saremo come sempre garanti”. (Ansa)

