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Electrolux, sindaco Grillini: “Cerreto d’Esi non si tocca”

Difendere con le unghie e con i denti la fabbrica Electrolux di Cerreto d’Esi e i suoi 170 dipendenti. No alla chiusura: sollecitato l’intervento del Governo in vista del prossimo incontro al Mimit, il 21 luglio. Il sindaco, David Grillini: «Cerreto d’Esi non si tocca» e invoca l’intervento del Governo. Il giorno dopo il terzo incontro al Ministero delle Imprese, di martedì, i sindacati tracciano un bilancio consapevoli del momento delicato che sta vivendo l’entroterra fabrianese e dello stallo della trattativa con la multinazionale svedese che ancora non ha fatto nessuna proposta per il sito di Cerreto d’Esi. E’ corsa contro il tempo per arrivare a una soluzione prima della pausa estiva.

Isabella Gentilucci, Uilm Ancona: «Per quanto riguarda lo stabilimento di Cerreto d’Esi nell’ultimo incontro l’azienda ha dichiarato di non aver ancora trovato una soluzione per questo sito. Noi abbiamo ribadito che tutti gli sforzi devono andare nella direzione di garantire la continuità produttiva e la salvaguardia occupazionale dei lavoratori di Cerreto».
Dalla Fim Cisl Marche è il segretario generale, Mauro Masci, a fare il punto. «Ancora un nulla di fatto o meglio dire chi tace acconsente: nessuna risposta su Cerreto d’Esi sulla continuità produttiva di Electrolux. Crediamo che solo un forte intervento della regione e del presidente Acquaroli possa cambiare la sorte e il destino dello stabilimento che ad oggi registra il totale disimpegno di Electrolux. Nessuna proposta – prosegue Masci – è stata raccolta e non registriamo l’intenzione della multinazionale di cambiare la loro decisione di chiusura, un atteggiamento gravissimo che non rispetta il lavoro e i lavoratori marchigiani». Per Pierpaolo Pullini, Fiom Cigl, «La conferma dell’insostenibilità della produzione di cappe a Cerreto, dimostra che un ritiro vero e proprio del piano non c’è stato. All’incontro del 21, con la presenza di Ministro e Regioni, sarà fondamentale conoscere la reale consistenza degli interventi che si possono mettere in campo per sostenere l’azienda in questa difficile fase che deve essere di transizione e non di ristrutturazione. Non dovranno esserci delocalizzazioni di produzioni. Sarà fondamentale – conclude Pullini – che l’azienda si confronti sulle nostre proposte su riduzione costi energia, prodotto e logistica, senza licenziamenti e senza peggiorare le condizioni di chi lavora».

Sulla questione interviene anche il sindaco di Cerreto d’Esi, David Grillini: «Le risposte arrivate da Electrolux sono del tutto insufficienti e inaccettabili, soprattutto perché lasciano Cerreto d’Esi senza alcuna prospettiva. Non possiamo accettare che a pagare siano ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori. Il nostro territorio non è sacrificabile in nome di logiche di delocalizzazione. Chiediamo con forza al Governo di intervenire – sottolinea il primo cittadino – e all’azienda di assumersi le proprie responsabilità: servono soluzioni concrete subito. Saremo al fianco dei lavoratori in ogni sede, senza arretrare di un passo».

m.a.