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Dimissioni Paladini, prosegue il dibattito politico

Prosegue il dibattito politico dopo le dimissioni del consigliere Pd, Paolo Paladini. Per Roberto Sorci, opposizione, le dichiarazioni del capogruppo Dem, sono «parole che pesano come un macigno politico». Poi attacca: «E’ il fallimento politico e amministrativo di questa esperienza di governo. Dietro la narrazione costruita in campagna elettorale non c’è mai stata una reale visione strategica. C’è stata un’Amministrazione spesso autoreferenziale, chiusa al confronto, incapace di ascoltare e troppo impegnata a scaricare sistematicamente sul passato ogni responsabilità delle proprie inefficienze. Dopo quasi quattro anni non è più credibile cercare alibi. I cittadini – aggiunge Sorci – chiedono risultati, programmazione, capacità amministrativa e rispetto istituzionale. Fabriano si è ritrovata paralizzata da improvvisazione politica e da una gestione del potere spesso caratterizzata da arroganza, presunzione e ‘amichettismo’».
Dalla maggioranza interviene il consigliere comunale Giacomo Guida. «Faccio fatica a comprendere il senso politico di una scelta maturata in totale solitudine, senza un confronto preventivo con il proprio partito, con i colleghi. In politica può capitare che delusioni personali, aspettative disattese o la convinzione di non essere stati ascoltati abbastanza finiscano per prevalere sull’interesse collettivo. Fabriano continua ad avere difficoltà e nessuno lo nega. Ma raccontare questi quattro anni come un deserto amministrativo significa semplicemente non riconoscere il lavoro svolto e dimenticare da dove siamo partiti. In questi anni – aggiunge – sono stati messi in sicurezza servizi fondamentali che rischiavano di interrompersi, sono stati rafforzati i servizi sociali, aumentati i posti nei nidi, riportati in equilibrio enti e partecipate che vivevano situazioni complesse, avviati progetti strategici legati al PNRR, percorsi di inclusione sociale, rafforzati i servizi per giovani e anziani e la digitalizzazione dell’Ente che fino a pochi anni fa sembrava irrealizzabile.
A Guida risponde direttamente Paladini. «Che la mia decisione sia maturata in solitudine fa comodo crederlo, o meglio è una narrazione coerente con quello che anche Giacomo Guida stesso deve aver sperimentato in coalizione: la persistente e reiterata non condivisione delle scelte, l’isolamento, il ritrovarsi davanti al fatto compiuto, senza collegialità e confronto, senza poter dare un apporto. Sistematicamente. Nonostante abbia denunciato in ogni occasione tale andazzo. A Fabriano – evidenzia – ci sono tante domande dal basso, che spesso non hanno voce e che non possiamo ignorare, ma anche istanze del mondo industriale, artigiano, del commercio, del tessuto economico, che ci rappresentano con forza che siamo una comunità viva, che ha bisogno di visioni avanzate».
Il gruppo Lega Fabriano: «Chiediamo un sussulto di dignità e le dimissioni immediate della sindaca per porre fine a questo calvario di una giunta miope. Si attende di far luce sui lavori del palazzetto, risolvere i problemi dei cinghiali ancora nel limbo di tante parole spese per paura di prendere decisioni e del Mondo a Colori».