Electrolux, si muovono i ministri
In attesa di una nuova convocazione in regione, nei prossimi giorni, sono due gli appuntamenti da mettere in agenda nell’ambito della vertenza Electrolux dopo che la multinazionale ha deciso di chiudere il sito produttivo di Cerreto d’Esi con 170 esuberi: mercoledì prossimo il Tavolo del lavoro a Fabriano e il 25 maggio la convocazione al Mimit. Sul caso è intervenuto ieri pomeriggio il vicepremier Antonio Tajani, a Macerata per il congresso di Forza Italia: «Faremo tutto il possibile per aiutare Electrolux. Il Governo si impegnerà per tutelare il lavoro e la produzione. Ne ho parlato con l’assessore regionale, Consoli, e ne parlerò a Roma in una riunione con il ministro Urso e la presidente Meloni». Così il vicepremier Antonio Tajani, a Macerata per il congresso regionale di Forza Italia. «Electrolux è una realtà italiana troppo importante per quanto riguarda produzione e occupazione» ha aggiunto il ministro. Sulla possibilità di usare il golden power, Tajani non si sbilancia: «Lo vedremo, è una cosa che valuteremo insieme al Consiglio dei Ministri. Ora c’è un comitato che sta valutando, ma noi faremo tutto ciò che serve».
Sempre ieri c’è da registrare che il presidente della struttura commissariale Sisma 2016, Guido Castelli, ha fatto un sopralluogo ed ha incontrato l’Amministrazione comunale, il candidato sindaco Renzo Baldoni, i sindacati e i lavoratori in presidio davanti alla fabbrica. Giampiero Santoni, segretario sindacato Fim Marche: «Al senatore Castelli abbiamo ribadito l’importanza di fare fronte comune per salvaguardare l’occupazione. Abbiamo bisogno dell’unità della politica, dei sindaci e della Regione per spingere sul Governo e, se serve, arrivare alla Presidenza del Consiglio per bloccare la chiusura dello stabilimento di Cerreto». Il presidio dei lavoratori prosegue con lo stato di agitazione. Per il 25, intanto, è previsto, in concomitanza con l’incontro al Mimit, uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti del gruppo, con un presidio presso il Ministero, al quale parteciperanno rappresentanze dei lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani.
Anche Uncem Marche prende posizione. Il caso che coinvolge Electrolux e lo stabilimento di Cerreto d’Esi si inserisce, secondo Uncem Marche, «in un quadro più ampio, dove la presenza industriale rappresenta un presidio economico e sociale oltre che occupazionale». Riflettori accesi sulla fragilità strutturale dei territori. Per Giancarlo Sagramola, direttore Uncem e presidente Unione Montana Esino Frasassi, «una chiusura avrebbe un impatto immediato sull’economia locale e un effetto strutturale sull’intera valle. Le aree interne non possono essere affrontate solo nelle fasi emergenziali. Servono politiche industriali e territoriali integrate, capaci di prevenire processi di desertificazione produttiva e non solo di gestirne le conseguenze».
m.a.

