Spettacolo dal vivo: “lavoratori del settore chiedono certezze, dignità e tutela professionale”
La SLC CGIL delle Marche denuncia la crescente condizione di precarietà economica e professionale in cui sono costretti a operare gli Artisti, i tecnici, gli amministrativi e le maestranze del settore dello spettacolo dal vivo, a causa della mancanza di politiche strutturali e di finanziamenti adeguati a livello regionale. Da anni il comparto vive una situazione di forte incertezza: bandi pubblici insufficienti, ritardi nelle pubblicazioni e nelle rendicontazioni, assenza di programmazione e strumenti che non distinguono adeguatamente tra professionismo e attività amatoriale. Una condizione che rischia di compromettere non solo la sostenibilità del lavoro culturale, ma anche la qualità dell’offerta artistica destinata al pubblico. “I lavoratori dello spettacolo – dichiara Carlo Cimmino segretario provinciale della SLC CGIL di Ancona – chiedono semplicemente il riconoscimento della propria professionalità e il diritto a condizioni di lavoro dignitose.”
Nel dettaglio, le richieste avanzate riguardano: bandi per lo spettacolo dal vivo adeguatamente finanziati; tempi certi e calendari chiari per la pubblicazione dei bandi; una distinzione concreta tra attività professionale e amatoriale, nel rispetto di entrambe le realtà; maggiore tutela della dignità professionale e lavorativa; strumenti di sostegno coerenti con le trasformazioni del settore culturale. Particolare preoccupazione desta la gestione dei bandi regionali: quelli relativi al 2025 sono stati pubblicati soltanto nel mese di novembre e, ad oggi, non risultano ancora rendicontati. Per il 2026, al momento, non vi sono comunicazioni ufficiali né tempistiche definite. Gli operatori del settore sottolineano come l’assenza di certezze economiche e programmatiche renda sempre più difficile proseguire il proprio lavoro e garantire continuità produttiva e qualità artistica. Nonostante ciò, resta immutato l’impegno quotidiano verso il pubblico e verso la diffusione della cultura sul territorio.
“Difendere i diritti di chi lavora nello spettacolo significa difendere la qualità della cultura e la possibilità per le comunità di continuare a vivere spazi di incontro, arte e partecipazione.” conclude Cimmino. I lavoratori e le lavoratrici del comparto annunciano infine la volontà di intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela della propria dignità professionale e del futuro dello spettacolo dal vivo.

