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L’affondo di Fabriano Progressista: “Il bando deserto per la festa di Capodanno non è un errore”

di Fabriano Progressista

L’appalto deserto per la festa di Capodanno non è un errore, al massimo è un rischio calcolato. La ripubblicazione del bando, prima senza oneri per il bilancio ora invece con un contributo di 9.500 consolida una prassi amministrativa che ha come connotazione saliente, l’assenza di progettazione condivisa con la cittadinanza. Probabilmente, come per la vicenda dello Chalet si arriverà a un affidamento diretto. Le feste di Natale non saranno senza festa in piazza, probabilmente, mentre sono senza pista di pattinaggio visto che nessuno si offerto di gestirla. Questa strategia politica è inefficace e dannosa. Oggi, e non solo per la nostra città, si ha urgente bisogno di una politica capovolta che si metta a servizio della Comunità senza arroccarsi nella presunzione di rappresentarla. Se Fabriano ancora tiene, ci riesce grazie a tutti quelli che, nonostante la politica, ancora fanno impresa, fanno associazionismo e fanno volontariato. Senza partecipazione e con il progressivo svuotamento degli organi rappresentativi, il Consiglio Comunale ormai è una mera tribuna politica e perfino il Parlamento è ormai luogo di ratifica delle decisioni del Governo, i cittadini si rivolgono altrove. I cittadini che ancora hanno a cura la propria collettività, si rivolgono alle associazioni dove il tempo dedicato all’ambiente, alla cura dei giovani, delle persone fragili, al quartiere o alla frazione: si ritrovano con persone che condividono i propri valori e fanno qualcosa di concreto, quando la Giunta non li blocca.

I partiti invece non hanno più spazi di efficacia. Così le maggioranze si proclamano investite dalla sacralità indiscutibile di governare per conto del Popolo e alimentano consapevolmente la spirale dell’anti – politica e dell’astensionismo. A inizio di questa esperienza consiliare, quando la Giunta accennò alla coprogettazione, rispondemmo con proposte per il regolamento dei contributi per le associazioni per gestire processi di progettazione partecipata per governare insieme la città e avere, per esempio, sei mesi prima un calendario completo di eventi e di somme da impegnare per l’anno successivo. Risorse di bilancio a servizio della crescita e del rafforzamento della Comunità. Il regolamento ha preso un’altra piega e oggi ci troviamo nuovamente in questa incertezza nella quale alla fine, decide una sola. Così oggi si possono tirare fuori dal cassetto i soldi per la festa di una notte, come per i 30 mila euro per tenere aperto lo Chalet per tre mesi o 11 mila euro per un paio di mesi di apertura del Cinema Montini. Entrambi interventi condivisibili nelle finalità ma che criticammo nel metodo. Avevamo ragione noi e oggi ne vediamo gli effetti: sarebbe stato meglio tenere il Cinema aperto sotto le vacanze di Natale in Centro? Cosa si farà per lo Chalet la prossima estate: altri soldi per un nuovo progetto sperimentale come quello dell’anno scorso? Quanto costa una politica che usa soldi pubblici in emergenza per salvarsi da una brutta figura? Che fine farà la cittadinanza senza la partecipazione politica?.