In evidenza

Parrocchia San Nicolò: più di cento pellegrini a Roma per la canonizzazione di San Carlo Acutis

“La felicità è guardare verso Dio”. Con queste parole ripetute fino alla fine dei suoi giorni da Carlo Acutis, vi racconto una straordinaria giornata di festa che resterà nel cuore di migliaia di fedeli ed anche nei più di cento pellegrini partiti da Fabriano per partecipare alla Messa di canonizzazione del Beato Carlo Acutis, dal 7 settembre proclamato Santo da Papa Leone XIV°. Con Carlo Acutis è stato canonizzato anche Pier Giorgio Frassati, nato nel 1901 e deceduto nel 1925, un ragazzo profondamente impegnato nella carità sociale, vicino agli ultimi, che assisteva con amore e dedizione. La Parrocchia di San Nicolò ed il parroco don Aldo Buonaiuto, coadiuvato da Elisabetta Cammoranesi e da tutto il team dell’Oratorio Carlo Acutis, ha organizzato un pellegrinaggio con i ragazzi dell’oratorio, che da oggi porta il nome di un Santo, accompagnati dalle loro famiglie e aperto anche a tutti i fedeli che desideravano condividere questa esperienza. La presenza di tanti ragazzi con i loro genitori rappresenta l’essenza di questo grande momento di fede, così come i familiari di Carlo Acutis hanno essi stessi “accompagnato” il loro devoto figlio e fratello nel tanto atteso giorno della canonizzazione. Ritorna dominante il tema della santità della famiglia, nucleo essenziale e formativo imprescindibile che guida, istruisce e affida i propri figli in un percorso di fede condiviso. Ho avuto modo di assistere come pellegrina a tutto ciò con immensa gioia. Da un lato il volto di Antonia Salzano, mamma di Carlo Acutis, che seppur segnato dal dolore della perdita di un figlio, nel suo sguardo pieno d’amore ascolta con commozione la liturgia che proclama Santo suo figlio. Antonia è una delle poche mamme che ha assistito alla canonizzazione di un figlio come Assunta Carlini, mamma di Santa Maria Goretti, le cui spoglie mortali riposano accanto a quelle della figlia nel Santuario Diocesano di Corinaldo, nelle Marche .Cosa prova una madre in quel momento? Me lo sono chiesto continuamente quella mattina e la risposta l’ho trovata nei tanti volti delle madri che mi affiancavano, sia da Fabriano in pellegrinaggio, che nelle migliaia di mamme presenti in Piazza San Pietro, provenienti da tutto il mondo. Lo sguardo sereno e pieno di orgoglio per i propri figli, grazia di Dio quotidiana, che rendono così straordinaria la maternità. Tutti uniti nel nome di Carlo, un ragazzo in jeans e sneakers che ci invita a mettere Dio al primo posto, che viveva serenamente i suoi quindici anni dividendosi tra la scuola, gli amici, il computer e il calcio ma che poi sorprendeva definendo l’Eucarestia il centro della sua giornata, la sua “autostrada per il Cielo”. Carlo Acutis utilizzava internet per evangelizzare ed annunciare, non per apparire. Creò una mostra digitale sui miracoli eucaristici, convinto che la fede potesse viaggiare anche in rete e raggiungere i più giovani. Un ragazzo che amava i poveri, li aiutava in silenzio finchè non fu colpito da una leucemia fulminante che lo portò alla morte nel 2006 e, anche nel dolore, offrì la sua sofferenza per la Chiesa ed il Papa. San Carlo Acutis ha avuto la capacità di rendere straordinario l’ordinario e ha lasciato un messaggio molto semplice, la santità non è lontana ma è possibile oggi per ognuno di noi. Dal 7 settembre 2025 la Chiesa ha consacrato il primo Santo millennial, “patrono di Internet”, a significare come questi nuovi strumenti in mano anche alle giovani generazioni ed il linguaggio digitale, se utilizzati con intelligenza, possono permettere di divulgare messaggi di grande amore e fratellanza.

Gigliola Marinelli