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Una collezione di oltre 1200 reliquie sacre: A tu per tu con il dottor Luigi Luzi

Illuminato dalla Fede, nonostante la vita lo abbia messo alla prova con il dolore, che ha fatto suo e offerto a Cristo comunque come dono prezioso. Ho incontrato il dottor Luigi Luzi, noto medico fabrianese specializzato in Ostetricia e Ginecologia, che mi ha aperto le porte della sua lipsanoteca, una straordinaria raccolta di reliquie sacre, che in pochi conoscono ed hanno avuto la possibilità di ammirare nella città di Fabriano. Un uomo di grande sensibilità, vedovo dell’amata e compianta dottoressa Paola Bolzonetti, a cui per tutta la visita ha riservato amorevoli e dolcissimi ricordi che comunque non leniscono il dolore e l’amarezza della perdita. Il dottor Luzi mi ha guidato con cura in questo viaggio attraverso la storia ed i racconti della vita di moltissimi Santi che, con i loro insegnamenti, ci invitano ad una riflessione profonda sul senso della Fede, nell’ottica di una teologia vivente che si concretizza attraverso importanti percorsi esperienziali.

Dottore, quando nasce la sua passione per le reliquie sacre?

Sono circa quarant’anni che raccolgo reliquie sacre, per la mia passione alla vita dei Santi a cui ho dedicato anche diverse pubblicazioni.

Quante reliquie ha collezionato in questi anni e come è riuscito ad avere questi sacri frammenti religiosi?

I reliquiari che ho sono circa 1200, tenga presente che in ogni reliquia ce ne sono tante, quindi sono migliaia i Santi in questa mia lipsanoteca. Ho anche una corona del rosario che appartiene alla mia famiglia, di Camerino, dove ogni grano contiene tre reliquie pertanto sono 190 reliquie solo in questa corona. Ho ricevuto molte reliquie da monaci, congregazioni religiose, ma molte ne ho acquistate in mercati antiquari. Oggi se ne trovano più poche in giro.

Che tipologie di reliquie ha inserito e catalogato nella sua lipsanoteca?

Sono reliquie di tutti i tipi, le più importanti della prima classe sono quelle delle parti del corpo dei Santi, la seconda classe sono quelle degli abiti, ad esempio frammenti della tonaca di Santa Rita o di San Giovanni Bosco; quelle della terza classe sono degli oggetti, ad esempio fiori che sono stati appoggiati sui corpi di San Francesco e Santa Chiara. Ho anche diverse croci pastorali con inserite all’interno delle sacre reliquie.

Come si riesce ad identificare una reliquia originale, in un momento in cui il mercato è esposto anche a contraffazioni e ad un commercio illecito?

Sulla questione dell’autenticità delle reliquie ci sono sempre dei dubbi. Ho le reliquie di tutti gli Apostoli o dei Tre Magi, tutte autenticate o con Bolla vescovile o dalla Chiesa Cattolica. Quelle sicure sono quelle che provengono dal corpo del Santo, ad esempio San Romualdo, molte ne ho realizzate io grazie all’autorizzazione della Congregazione.

Ci sono delle reliquie della sua collezione a cui tiene particolarmente e che hanno un significato speciale per lei in quanto legate magari ad un Santo che porta nel suo cuore?

Quelle di San Giuseppe da Copertino, il cui corpo si trova ad Osimo, è il Santo protettore degli studenti in difficoltà, nonostante non fosse un grande studioso tanto che si definiva “fratel Asino”. La sua particolarità erano le levitazioni mistiche, noto come “Santo dei voli”, patrono degli aviatori.

Ci sono degli ostensori particolari da lei realizzati?

Realizzo io gran parte degli ostensori che trova nella collezione, quando non sono disponibili quelli originali. Ho una piccola falegnameria in casa, dove poi inserisco la reliquia.

Quanto la Fede l’ha guidata in questa attività di raccolta così certosina di reliquie sacre?

Avere Fede ha sicuramente aiutato nella ricerca e catalogazione del materiale. Non potrebbe essere diversamente, è la base per poter portare avanti per più di quarant’anni questo impegno.

E’ stato sempre appassionato alla vita dei Santi, ha anche pubblicato dei libri in merito?

Nel 2010 ho pubblicato “I Santi ci insegnano a vivere e a morire”, a cui è seguito nel 2015 “Come soffrire e morire per amore di Cristo Crocifisso”, che contiene una serie di riflessioni e citazioni sulla sofferenza, sulla volontà divina e sulla morte cristiana. Ho inviato proprio in questi giorni all’editore un nuovo lavoro, sono in attesa di pubblicazione.

Dottore, come si riesce ad avere Fede quando la vita ci mette di fronte a dei dolori immensi?

Se si ha una Fede grande, la sofferenza offerta al Signore è la cosa più importante che un essere umano può fare nella vita. Anche San Paolo scrive in una sua lettera: “Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo”. Cristo ci ha salvato tutti attraverso la sua Passione ma ci ha lasciato lo spazio di collaborare con lui, attraverso le nostre sofferenze, per redimere gli altri. I grandi mistici, con la loro sofferenza, si sono uniti alla Passione di Cristo, diventando in minima parte redentori come Lui.

Dove è possibile visitare la sua personale lipsanoteca e quale futuro prevede per questa sua immensa collezione?

La lipsanoteca è visitabile su prenotazione nel palazzo di Via Gioberti 66 di Fabriano, basta contattarmi al numero 335-6047078. Ho già stabilito che alla mia morte tutta la collezione sarà donata alla Diocesi di Fabriano- Matelica ed ho già comunicato al nostro Vescovo, Monsignor Francesco Massara, questa mia volontà. Sono certo che sarà individuato uno spazio idoneo per renderla visitabile al pubblico e che il mio lavoro non sarà disperso nel tempo che verrà.

Gigliola Marinelli